Abusivismo: ruspe bloccate nella Valle dei Templi, battaglia fra avvocati e procura

Le demolizioni degli immobili abusivi realizzati nell’area del parco archeologico di Agrigento, appena avviate, sono state bloccate.Le ruspe erano pronte nel quartiere Villaggio Mosè di Agrigento per abbattere il muro dichiarato abusivo da una sentenza del 1998. Ma per i proprietari dell’immobile c’è un vizio di forma per il quale nessuno può toccare quel manufatto.

Un braccio di ferro, iniziato stamani all’alba, fin dall’arrivo di ruspe e forze dell’ordine davanti al muro sul quale pende un ordine di demolizione. Un continuo botta e risposta tra gli avvocati della famiglia proprietaria dell’immobile e il Corpo forestale dello Stato, che sembrava essere terminato con un’ordinanza della Procura della Repubblica di Agrigento arrivata e subito notificata.

Per il sostituto procuratore Carlo Cinque, infatti, “l’ordine di demolizione emesso in sentenza dal giudice deve essere eseguito dall’autorità giudiziaria ordinaria, atteso che trattasi di provvedimento di tipo ablatorio caratterizzato dalla sua natura giurisdizionale”. Ma per Giacomo La Russa e Roberto Gambino, legali della famiglia, anche quell’atto è illegittimo. Ruspe ferme, quindi, fino a quando non si chiarirà la situazione. Il muro da abbattere rientra tra le opere abusive per le quali il procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, aveva dato trenta giorni di tempo per l’abbattimento, così come previsto dalle sentenze passate in giudicato.

La Procura di Agrigento, all’inizio di giugno, ha intimato l’avvio delle demolizioni. Da circa due anni è stato completato un censimento di immobili abusivi mai demoliti. Si parla di circa 650 manufatti. La Procura, lo scorso 16 luglio, aveva concesso 30 giorni di tempo per avviare le demolizioni.

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