Clima: Norvegia, la foto shock dell’orso polare magro e sofferente

Una foto shock che ha fatto il giro del mondo e che ci ricorda le conseguenze del cambiamento climatico e del surriscaldamento del pianeta, è stata scattata a fine agosto dalla fotografa Kerstin Langenberger, nell’arcipelogo norvegese delle Svalbard. “Le estati sono sempre più calde e i ghiacciai si ritirano dozzine di centinaia di metri ogni anno” spiega la fotografa sulla sua pagina Facebook.

L’effetto della riduzione del “pack”, lo strato di ghiaccio marino derivato dallo sgretolamento della banchisa, è che gli orsi polari hanno difficoltà a cacciare le foche, prima loro fonte di sostentamento. Le femmine sono così costrette a rimanere a terra cercando altro cibo per i loro cuccioli ma molto spesso non ce la fanno, come nel caso dell’esemplare nella foto. Gli esperti affermano che la popolazione di orsi delle Svalbard è stabile, se non in aumento, ma Kerstin Langenberger si domanda:

“Se ci sono sempre meno mamme e cuccioli come si può parlare di una popolazione stabile?”. Ammettendo di non avere dati scientifici su cui basarsi, continua: “Il cambiamento climatico sta avvenendo ed è un grosso problema nella regione artica. E spetta a noi decidere se fermarlo. Quindi facciamo qualcosa per la minaccia più grande dei nostri tempi”.

Gli orsi polari hanno bisogno dei ghiacci per cacciare e accumulare il grasso necessario a fronteggiare i mesi in cui il cibo nell’Artico scarseggia. A causa dei cambiamenti climatici il ghiaccio marino si fonde prima in primavera e si forma più tardi in autunno soprattutto.

Gli orsi, costretti in questo modo a prolungare i mesi di digiuno e di scarso apporto calorico rischiano di essere denutriti e meno sani. Orsi denutriti e meno sani hanno un tasso di riproduzione più basso, aumentando le possibilità di estinguersi . Gli scienziati hanno scoperto che spesso i cuccioli non sopravvivono alle difficoltà del clima artico sia per la mancanza di cibo sia perchè le madri che li allattano non hanno immagazzinato abbastanza grasso e sono denutrite.

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