Il 2015 anno più caldo mai registrato da 136 anni, temperature record nei primi otto mesi

Il 2015 sarà ricordato come l’anno più caldo mai registrato da 136 anni. Lo scorso agosto è stato il più caldo di sempre da quando abbiamo disponibilità dei dati e lo stesso record è stato messo a segno nei primi otto mesi di quest’anno. A riferirlo è l’agenzia federale Usa per la meteorologia (Noaa). Ad agosto i termometri mondiali hanno registrato 0.88°C  in più rispetto alla media del 20 secolo, sorpassando così il record stabilito dall’agosto 2014 di 0.09°C.

Sulla terraferma le temperature sono state mediamente più elevate di 1,14 gradi, con l’ondata di calore ha interessato un’ampia fetta dell’America del Sud e parti di Europa, Africa, Medio Oriente e Asia. Le temperature superficiali degli oceani hanno fatto registrare +0,78 gradi. Guardando all’estate, la colonnina di mercurio tra giugno e agosto ha riportato 0,85 gradi in più nel globo terracqueo. Nel periodo gennaio-agosto, invece, l’aumento rispetto alla media del secolo scorso è stato di +0,84 gradi. Tra i dieci più grandi discostamenti mensili del termometro dalla media, negli ultimi 1628 mesi dal 1880 ad oggi, cinque si sono registrati nel 2015, prosegue il Noaa. Al primo posto ci sono il febbraio e il marzo scorsi, con +0,89 gradi, mentre l’agosto appena passato è al terzo posto a pari merito con il gennaio 2007.

Una combinazione ‘letale’ per il pianeta si è verificata inoltre per le più alte temperature medie mai registrate finora nel periodo gennaio-agosto per la superficie terrestre e quella degli oceani. Il sud-America, in particolare l’Argentina, una delle regioni più colpite. “Il 2015 rappresenta uno ‘spartiacque’ nella storia del clima non solo per i dati record di febbre del pianeta ma anche per l’opportunità che abbiamo di concordare un nuovo accordo sul clima il prossimo dicembre – dichiara il WWF – Questa lunga sequenza di record di temperatura deve essere un monito per i leader di tutto il mondo affinché abbiano il coraggio di ‘cambiare il cambiamento climatico’. Se non taglieremo drasticamente i gas serra dovremo fare i conti con un clima assolutamente imprevedibile, irriconoscibile e devastante per i sistemi naturali e tutta l’umanità”.

La posizione dell’Unione europea in vista della conferenza Onu sul clima di Parigi è “ancora lontana” da quanto necessario per raggiungere un accordo globale efficace. Questo il commento di Jiri Jerabek di Greenpeace, dopo la riunione dei ministri dell’ambiente dei 28 oggi a Bruxelles. Un punto di vista di fatto condiviso anche da altre organizzazioni, come Climate Action Network Europe (Can) e Wwf. Secondo Jerabek “l’Europa può fare di più per accelerare la transizione energetica verso un sistema basato sulle rinnovabili e impegnarsi ad eliminare i carburanti fossili a casa”. Il passo successivo a Parigi dovrebbe essere quello di presentare “un fronte unito per il bando graduale dei carburanti fossili entro il 2050”. Anche per Wendel Trio, direttore di Can, “la posizione negoziale include ‘aree oscure’ che minano la leadership Ue nei negoziati”. Quelli che mancano secondo Trio sono “i dettagli” su come aumentare la lotta contro i cambiamenti climatici e misure ulteriori per il 2020. “L’Europa non si può permettere di pianificare un risultato debole a Parigi” rincara Geneviève Pons Deladrière, direttore dell’ufficio Ue del Wwf. “L’aumento degli stessi target sul clima dell’Europa e livelli adeguati di finanziamento saranno punti cruciali da chiarire nei prossimi mesi” aggiunge Pons, che ricorda come “Parigi verrà giudicata sulle basi delle azioni, non delle parole”.

La Campagna Clima WWF in vista di Parigi 2015: Il WWF ha avviato un COUNTDOWN sul suo sito http://www.wwf.it/clima per “contare i minuti” che ci separano dalla COP21 e quindi i passi del Governo verso la ‘chiusura’ del carbone in Italia e il lancio della decarbonizzazione dell’energia e dell’economia. Sul sito si chiede a tutti di firmare la petizione indirizzata al Presidente del Consiglio, per fare in modo che l’Italia si presenti al vertice sul clima di Parigi da vero Paese leader. Il WWF chiede al Presidente del Consiglio Renzi un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e standard ambientali davvero efficaci che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2.

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