Oms: il caffè sotto inchiesta, contiene centinaia di sostanze chimiche

Ora anche il caffè sotto la lente d’ingrandimento da parte dell’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro che ha ‘condannato’ carni lavorate e rosse. Secondo il sito dell’agenzia le prossime monografie in programma riguarderanno una serie di sostanze chimiche usate nell’industria e poi, a fine maggio 2016, ‘il caffè e altre bevande calde’.

L’indicazione di rivalutare gli studi sul caffè e le altre bevande calde viene da un panel di esperti convocati dalla stessa Iarc, che nel 2014 ha definito, e descritto su Lancet Oncology, le priorità dell’agenzia nel periodo 2015-2019. Tra le altre sostanze su cui indagare la commissione ha indicato le carni, che sono state appunto oggetto dell’ultima monografia, l’aspartame, i supplementi a base di ferro ma anche l’obesità e il lavoro su turni. In realtà per il caffè si tratta di una «rievaluation», che segue quella fatta nel 1991 che lo aveva messo nel gruppo 2B, quello dei “possibly carcinogenic”. “C’è una evidenza limitata che il consumo di caffè provochi il cancro alla vescica, mentre gli esperimenti escludono una cancerogenicità per mammella e stomaco, e c’è una evidenza inadeguata per altre parti del corpo”.

Il primo meeting, previsto nella settimana tra il 2 e il 9 febbraio 2016, riguarderà un elenco preliminare di sette molecole tra cui una della classe dei bisfenoli, già conosciuti perchè interferiscono con alcuni ormoni umani, la dimetilformammide, uno dei principali solventi usati nelle reazioni chimiche e l’idrazina, che fra i vari utilizzi ha anche quello di propellente per alcuni tipi di razzi.

Tra il 24 e il 31 maggio 2016 verrà affrontato invece dagli esperti dell’Iarc il tema ‘Caffè, Mate e altre bevande molto calde’. Per questa monografia la fase di raccolta dati, in cui chiunque può segnalare studi scientifici riguardanti la cancerogenicità, si chiuderà il prossimo 22 aprile, mentre la ricerca degli esperti che faranno la valutazione si è chiusa lo scorso 25 settembre.

Il caffè contiene centinaia di sostanze chimiche che variano a seconda:

della specie della pianta (arabica o robusta); del luogo di crescita; della lavorazione delle bacche; della tostatura dei semi (torrefazione); del tipo di preparazione (espresso, moka, caffè americano, caffè turco).

Con la torrefazione molte sostanze chimiche si trasformano, alcune scompaiono, altre si formano. Bisogna ricordare, inoltre, che più è veloce il passaggio del getto di acqua attraverso la polvere, minore è l’estrazione delle sostanze contenute nella polvere, in particolare la caffeina, che è pertanto contenuta in quantità minori nel caffè espresso, seguito dal moca, dall’americano e dal caffè turco. Inoltre il filtro attraverso il quale passa il caffè può trattenere alcuni composti chimici. Pertanto è facile immaginare quanto possa essere varia la composizione dei vari tipi di caffè bevuti nel mondo. Tuttavia, tutti i tipi di caffè hanno delle caratteristiche chimiche di base comuni. Erroneamente talvolta si identifica il caffè con la caffeina, ma questa non rappresenta che l’1-2% della polvere di caffè.

La quasi totalità degli studi che hanno analizzato la relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore, senza distinguere la sede del tumore, hanno trovato un’assenza di rischio. Anche la mortalità per tumore in totale non è diversa tra i bevitori e i non bevitori di caffè.

Nelle persone sane un consumo moderato di caffè, cioè 3-4 tazze al giorno, non presenta rischi per i tumori, anzi può avere un qualche effetto protettivo sul rischio di tumore del cavo orale/faringe, fegato (inclusa la cirrosi), endometrio e forse del colon. I meccanismi biologici attraverso i quali il caffè produce questi effetti benefici non sono noti, si pensa che i responsabili degli effetti anticancerogeni possano essere, almeno in parte, i vari composti antiossidanti contenuti nel caffè. Non bisogna però pensare che bere caffè sia un modo per prevenire i tumori. L’unico tumore per il quale potrebbe esserci un leggero aumento di rischio bevendo il caffè è il tumore della vescica, anche se i risultati non sono ancora chiarissimi e si tratta comunque di effetti moderati.

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