Volkswagen: Commissione Ue, a favore tutti i 28 Stati membri tranne l’Olanda, Praga astenuta

Dopo lo scandalo Volkswagen, tiepido giro di vite, la proposta della Commissione è stata infatti modificata a favore di una maggiore tolleranza per chi non rispetta le regole. Il testo prevede una soglia più alta di tolleranza per quanto riguarda la non conformità delle emissioni e un parziale slittamento dei tempi. A favore tutti i 28 Stati membri tranne l’Olanda, con Praga astenuta.

Stando a fonti Ue, riporta Radiocor, nella riunione del comitato tecnico per i veicoli a motore nel quale sono rappresentati gli Stati membri, è stato trovato un accordo sui test anti-inquinamento in condizioni reali. Dal primo settembre 2017 per la registrazione dei prototipi dovrà essere rispettato un ‘fattore di conformita di 2,1 (lo scarto ammesso tra la quantità di emissioni inquinanti rilevata nei test  in officina e quella rilevata nella guida reale sarebbe del 110% e non del 60% come proposto originariamente dalla Commissione Ue). Dal primo settembre 2019 per l’immatricolazione i risultati dei test su strada non potranno superare il margine di tolleranza di 2,1. La proposta sul tavolo era di partire da settembre 2018. Poi, dal primo gennaio 2020 per i nuovi prototipi.

In merito all’approvazione, Agrinsieme sottolinea che il settore agricolo, pur non rientrando tra le principali fonti di inquinamento, ha ridotto negli ultimi quindici anni le emissioni di composti azotati in atmosfera di oltre il 15%. Agrinsieme, pur ritenendo che tutti i settori coinvolti debbano fare la loro parte nella riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, non può non rilevare che il testo appena approvato dal Parlamento europeo contiene delle criticità, in particolare l’aver inserito nella normativa le emissioni di metano, già considerate nella normativa sui gas climalteranti, creando quindi un doppione legislativo, e inoltre l’aver stimato la riduzione delle emissioni di ammoniaca utilizzando modelli poco realistici e con una distribuzione degli obiettivi discutibile tra i vari Paesi.

Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari ritiene che tali criticità non potranno non impattare negativamente sulla produzione agricola europea, contribuendo a erodere significativamente la base produttiva del comparto zootecnico nell’Unione, a vantaggio delle importazioni da Paesi terzi dove, peraltro, al settore dell’allevamento non vengono richiesti gli stessi impegni.

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