Abiti usati: Humana, ecco gli impatti positivi della raccolta

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), che si svolge in tutta Europa dal 21 al 29 novembre, HUMANA People to People Italia organizza una serie di attività accomunate dallo slogan “Non tutto ciò che è lasciato è perso: i tuoi abiti per il riutilizzo”, muovendosi pienamente in linea con il tema generale dell’iniziativa che, per quest’anno, si concentra sulla sensibilizzazione dei cittadini a “fare di più con meno”.

La Settimana europea è anche l’occasione per mettere l’accento sui benefici ambientali possibili grazie alla raccolta e al riutilizzo degli abiti usati. Donare capi di abbigliamento e accessori che non si usano più permette, infatti, di allungare il loro ciclo di vita, riducendone l’impatto negativo sull’ambiente: soltanto 1 chilo di abiti recuperati equivale a 3,6 kg di CO2 non emessa, a 6.000 litri di acqua risparmiata e a 0,2 kg% di pesticidi e 0,3 kg di fertilizzanti non utilizzati.

Gli ultimi dati pubblicati testimoniano come i cittadini europei, soprattutto in alcuni Paesi, siano già molto attenti a queste tematiche e ben consapevoli dell’importanza di non abbandonare capi di abbigliamento in discarica. Le percentuali di raccolta fotografano questa consapevolezza: in Germania se ne intercetta il 66%, in Belgio il 65%, in Danimarca il 58%, in Francia il 48% e in Austria il 40%. In Italia, invece, la percentuale registrata risulta ancora piuttosto bassa, attestandosi intorno al 22%.

Nel nostro paese, nonostante il trend in crescita nel corso degli ultimi anni, la quota pro capite resta ancora piuttosto bassa rispetto a quella di molti altri Paesi europei: nel 2014, infatti, sono stati raccolti 2 Kg di abiti pro capite all’anno con un +0,2 rispetto all’anno precedente. Siamo però lontani dai 7/8 kg pro capite della Germania.  Sebbene il distacco ancora da colmare, i dati Ispra parlano di oltre 124.000 tonnellate raccolte in Italia nel 2014, con un +13,4 tonnellate rispetto al 2013.

Quanto raccolto ha comunque un forte impatto positivo sull’ambiente: solo nel corso dell’ultimo anno, infatti, sono state evitate 446.400 tonnellate di emissioni CO2, pari all’azione di circa 30 milioni di alberi; sono stati risparmiati 744 miliardi di litri di acqua, pari a circa 298.000 piscine olimpioniche e milioni di chili di pesticidi e di fertilizzanti.

Nel 2014, HUMANA ha raccolto 17.340 tonnellate di abiti usati, contribuendo in questo modo per il 14% alla raccolta totale e ai benefici da essa generati. “La raccolta dei vestiti gestita da HUMANA – spiega la Presidente, Karina Bolin – ha un impatto estremamente positivo sull’ambiente: basti pensare che, per ogni sacchetto di indumenti usati donato a HUMANA corrispondono benefici sull’emissione di CO2 pari a quelli prodotti da una albero in un intero anno. Non manca, inoltre, il vantaggio economico, rappresentato dalla riduzione nei costi di smaltimento rifiuti sostenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, con conseguente risparmio per le tasche dei cittadini”.

In occasione della SERR, HUMANA ha organizzato raccolte speciali di abiti usati nei propri punti vendita di Milano, Roma e nel nuovissimo negozio Second Hand di Torino, e in collaborazione con le aziende partner, Criteo ed Ergo; l’organizzazione umanitaria partecipa, inoltre, a eventi di sensibilizzazione ambientale nelle città di Magano Sabina, Rignano Flaminio, Albano Laziale (RM), Lissone (MB)e Francavilla al Mare (CH).

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