Antibracconaggio: blitz della Forestale, caccia in area protetta: sequestrate reti e gabbie

Prosegue incessante, nel territorio delle Prealpi Bergamasche, l’attività del Corpo Forestale dello Stato finalizzata alla repressione reati in ambito venatorio coordinata dal Comando Provinciale di Bergamo.

Solo a seguito di un’ intensa attività info-investigativa, corroborata dalla puntuale conoscenza del territorio, il personale del Comando Stazione Forestale di Trescore Balneario (BG) in area boschiva del comune di Gandosso (BG), ha bloccato, deferendolo all’ Autorità Giudiziaria, un residente nella zona intento a recuperare uccelli illegalmente catturati con un ingegnoso sistema di reti arricchite da richiami, siano essi animali vivi in gabbie (Capinere e Pettirossi) che vegetali ( Fitolacca che fruttifica ad Ottobre).

Successivamente al non facile fermo dell’uomo (titolare comunque di regolare licenza di caccia) che, vistosi scoperto, tentava di darsi alla fuga, i Forestali hanno provveduto alla rimozione della rete e alla liberazione di 2 uccelli di specie Passera Scopaiola impigliati. Veniva quindi sequestrata la rete, 4 gabbie con gli uccelli vivi utilizzati per il richiamo e 2 contenitori del mangime rinvenuti nei pressi della rete. Dopo un’attenta analisi sui richiami vivi, valutato l’ottimo stato di salute, sono stati liberati sul posto 2 uccelli specie Capinera e Pettirosso contenuti nelle gabbie, mentre i restanti  4 uccelli venivano subito trasportati in presso il Centro Recupero Animali Selvatici WWF Valpredina per la successiva identificazione ed eventuale ricovero.

Considerata l’intensità del passaggio migratorio dei passeriformi, l’ ingegnosità unita alla meticolosa e giornaliera cura dell’ impianto per uccellagione, si stima che diverse centinaia di uccelli siano purtroppo stati catturati. Il responsabile oltre alle pene in relazione alle diverse violazioni della legge sulla caccia (legge 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”), rischia ora anche la sospensione della Licenza di Caccia.

Nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Durante la stagione venatoria in corso, sono stati predisposti da parte del C.T.A. di Vallo della Lucania, una serie di controlli atti a prevenire e reprimere fenomeni di bracconaggio nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Nel corso di un pattugliamento da parte dei forestali del Comando Stazione di Casaletto Spartano nella località “ Monte Forcella – Serra Forcella” nel territorio del Comune di Casaletto Spartano venivano avvistati due individui armati di fucile e cani muniti di “bip” mentre espletavano attività venatoria all’avifauna.

A seguito di appostamento ed osservazione appostamento i due cacciatori venivano raggiunti, identificati e quindi deferiti all’AG con la contestazione di caccia in area protetta ed introduzione di armi nella medesima. Le operazioni condotte evidenziano l’attenzione che il personale forestale riserva al fenomeno del bracconaggio nell’area del Parco e quanto sia importante il contributo fornito dai cittadini che segnalano e denunciano le illegalità e grazie ai quali si realizza una vincente collaborazione tra cittadinanza ed istituzioni. Salgono a 94 le persone denunciate dal Corpo Forestale dello Stato per il reato di caccia abusiva dall’inizio dell’anno ad oggi.

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