Clima: COP21 “Obama, proteggeremo il Pianeta”

“Il mondo non ha mai affrontato una sfida cosi’ grande come quella sul futuro del pianeta, della vita”, sono le prime parole al Cop21 del presidente francese Francois Hollande. Il surriscaldamento del clima “crea conflitti, crea piu’ migrazioni delle guerre. “Dobbiamo intervenire in nome della giustizia climatica. Quello che e’ in gioco in questa conferenza e’ la pace”. Ha aggiunto il titolare dell’Eliseo.

“Nessuna nazione e’ immune dal cambiamento climatico” e per questo “dobbiamo avere qui, adesso, il potere di cambiare”: e’ l’appello lanciato dal presidente americano, Barak Obama nel suo intervento alla conferenza sul clima a Parigi. Anche se “e’ quasi troppo tardi” per evitare che il cambiamento climatico distrugga il pianeta, i leader mondiali possono dimostrare al mondo che “uniti, se prendiamo le decisioni giuste e mettiamo da parte gli interessi a breve termine possiamo ancora invertire la tendenza”. Lo ha detto nel suo intervento alla Cop21 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il successo, ha osservato, “non arrivera’ da un giorno all’altro, ma lo vedremo a lungo termine, se riusciremo a proteggere il nostro pianeta. Forse la nostra generazione non vivra’ abbastanza per vedere i frutti del lavoro di questi giorni a Parigi, ma le generazioni future si’: e se riusciamo a trasmettere ai nostri figli e nipoti quessti frutti, allora saranno orgogliosi di noi perche’ vivranno in un mondo piu’ sicuro, prospero e libero di quello che noi abbiamo ereditato. Ora – ha concluso – mettiamoci al lavoro “.

Ban Ki-Moon chiede un accordo di lunga durata ai partecipanti alla Conferenza Onu. “Ci sono per me quattro criteri di successo, in primo luogo l’accordo deve essere duraturo, deve inviare un messaggio chiaro e far capire che il passaggio a un’economia mondiale è inevitabile. Deve proporre un progetto a lungo termine che centri l’obiettivo dei due gradi”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite. “I Paesi sviluppati – ha poi aggiunto Ban – devono mantenere le loro promesse e mobilitare cento miliardi all’anno. E’ il punto di partenza degli obiettivi e impegni finanziari. Siamo a un punto cardine per l’avvenire dei vostri paesi, dei vostri popoli e della nostra casa comune, il pianeta terra. Da voi dipende la sorte dell’accordo di Parigi. L’avvenire del nostro pianeta è nelle vostre mani”. Ban ha infine sottolineato la necessità che l’intesa sia dinamica e possa adattarsi ai cambiamenti senza necessità di rinegoziarla continuamente.

In attesa di lanciare il proprio messaggio alla Conferenza, il premier Matteo Renzi ha postato su Facebook: “C’è una sfida che riguarda tutti noi, il futuro del pianeta. Senza allarmismi inutili dobbiamo prendere atto che siamo ad un bivio. L’Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra”. “Quattro miliardi di dollari da qui al 2020 – scrive il presidente del Consiglio – lo sforzo delle istituzioni e delle aziende a cominciare da Eni e Enel, un grande investimento educativo per le nuove generazioni. Siamo tra i paesi leader nella ricerca con scienziati ad altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della green economy (biomasse, solare, geotermia)”. Renzi afferma che “abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni. Sull’efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale”. Dunque, aggiunge il premier, “noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutti sarà inutile. Siamo a Parigi per trovare un compromesso alto. Il mondo di oggi e di domani guarda a Parigi. L’Italia non si tira indietro”.

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