Efficienza energetica: consumare meno, consumare meglio

Da ferventi sostenitori dell’ambiente, se vi chiedessero quale sia la direzione verso la quale l’energia del futuro dovrebbe puntare…voi cosa direste? A occhio e croce, credo la maggior parte di voi direbbe con le sempreverdi “energie rinnovabili“. E quindi sotto con: fotovoltaico, biomasse e biogas, eolico (con tutte le contraddizioni e i rischi per l’ambiente che tutto questo comporta, aggiungerei).

Eppure non è propriamente così…sappiate che il vero futuro dell’energia è l’efficienza. Uno studio appena presentato dalla Fondazione Centro studi Enel e dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano e intitolato “Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia”, afferma appunto che aumentare il risparmio, eliminare gli sprechi e quindi migliorare l’efficienza energetica può avere un impatto fortissimo sull’economia nazionale, pari addirittura al 2% del Pil!

Una percentuale altissima, praticamente una manovra economica. Inoltre, dal punto di vista ambientale, il miglioramento dell’efficienza potrebbe portare a un risparmio compreso tra 50 e 72 milioni di tonnellate di CO2, da oggi fino al 2020. Se non vi bastano questi numeri, già di per sé impressionanti e significativi, sappiate allora che lo studio parla anche di altri benefici, tra i quali l’aumento dell’occupazione del 2% e una riduzione dei consumi totali di energia compresa tra il 12 e il 18%. Tutto questo sulla carta sembra molto semplice, ma nella realtà è ben più complesso, perché bisognerebbe intervenire sulle abitudini degli italiani nel luogo più caro che hanno: la loro casa.

È qui infatti che si concentra la maggior parte degli sprechi, perché circa il 60% degli edifici residenziali ha oltre 40 anni di vita ed è totalmente privo dei criteri costruttivi che si adottano oggi per prevenire ed evitare la dispersione termica. In Italia inoltre ci sarebbero oltre 19 milioni di caldaie a gas, per lo più vecchie e quindi inefficienti, oltre a numerosissimi vecchi scaldabagni elettrici. Considerate anche che in media solo una lampadina su 10 è stata sostituita da quelle a basso consumo che oggi sono facilmente reperibili sul mercato.

Insomma, il messaggio è più che chiaro: è inutile investire nella – carissima – energia solare e nei pannelli fotovoltaici, o in qualunque altra energia rinnovabile se poi il calore prodotto per scaldare la nostra casa per la maggior parte viene sprecato. Tuttavia per raggiungere questi obiettivi ci sarebbe bisogno di mettere in atto diverse misure: migliorare il sistema pubblico degli incentivi e delle detrazioni fiscali, snellire la burocrazia e favorire l’accesso ai finanziamenti per chi decide di ristrutturare la propria casa, comunicare in modo chiaro agli italiani quali sono i comportamenti da evitare e proporre soluzioni. Efficienza significa quindi tagliare i consumi, diminuire le emissioni di CO2, migliorare lo stato di salute dell’ambiente e far girare l’economia, facendo di conseguenza aumentare la competitività delle aziende e creando nuovi posti di lavoro.

Senza dimenticare il risparmio delle famiglie sulla bolletta! Secondo lo studio Enel, nella sola Firenze da oggi fino al 2020 si potrebbero bruciare 12,8 milioni di metri cubi di gas in meno, tagliare le emissioni di anidride carbonica di 44 milioni di tonnellate, produrre un giro d’affari di 380 milioni di euro e creare 400 nuovi posti di lavoro.

E questo nel solo capoluogo toscano! Immaginate cosa si potrebbe fare nell’intero stivale. La verità è che ci vorrebbe davvero un bel cambio di mentalità per realizzare tutto questo perché ancora oggi molti pensano che l’importante sia avere energia “green” (o presunta tale) e poco importa poi l’utilizzo che se ne fa. Più che insistere sulle fonti rinnovabili per seguire la moda, ciò che conta davvero è ridurre a monte gli sprechi se si vuole realmente migliorare l’efficienza energetica.

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