Google Car, le auto senza pilota riconoscono i bambini anche se mascherati

Sulle strade californiane e texane circolano 48 Google Car, le auto senza pilota che finora hanno percorso oltre 2 milioni di km in autonomia e 1,5 milioni di km guidate da un conducente. I dati emergono dall’ultimo rapporto mensile di Big G sulle auto, da cui emerge che i veicoli stanno imparando a essere più prudenti se ci sono bimbi nelle vicinanze. La compagnia spiega infatti di aver sfruttato Halloween per insegnare alle vetture a riconoscere i bambini, anche se sono mascherati.

“Insegniamo alle nostre auto a guidare con maggiore cautela in presenza dei bambini”, si legge nel report. “Se i sensori riconoscono bimbi, in maschera o meno, il software capisce che possono comportarsi diversamente (dagli adulti). I loro movimenti possono essere più imprevedibili – attraversano improvvisamente la strada, o corrono lungo un marciapiede – e la loro presenza può essere nascosta dai veicoli parcheggiati”. Proprio per questo ad Halloween Google ha chiesto ad alcune famiglie di gironzolare in prossimità delle auto parcheggiate, così che i sensori potessero imparare a riconoscere i più piccoli in tutte le loro forme, anche in maschera.

L’obiettivo finale, spiega il co-fondatore di Google Sergey Brin, è arrivare ad auto completamente controllate dai computer che eliminino l’errore umano, fattore stimato come causa del 90% del milione e 200mila incidenti che avvengono su strada ogni anno nel mondo. Finora, come ha di recente certificato un rapporto Usa, i veicoli a guida autonoma – non solo Google ma anche Audi – sono stati coinvolti in 11 incidenti dall’inizio delle sperimentazioni. Incidenti per lo più causati dal tamponamento di altri veicoli guidati dall’uomo.

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