Influenza, già a letto 100mila italiani, i bambini i più colpiti

Queste giornate ci fanno pensare a tutto tranne che ai malanni invernali e all’influenza. Le temperature primaverili, se non estive in alcune regioni d’Italia, alle quali stiamo assistendo ci portano a vestirci in modo più leggero e probabilmente a non pensare a virus e batteri. Sono circa  di 42 mila gli italiani finiti a letto in una settimana con una sindrome influenzale secondo gli ultimi dati raccolti dal sistema di sorveglianza Influnet, la rete coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con il Centro interuniversitario per la ricerca sull’influenza (Ciri-It) di Genova e il sostegno del ministero della Salute.

In totale, dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati circa 97 mila casi. Segno che i virus stanno ancora scaldando i motori. Ma la tregua apparente di questi giorni non deve trarre in inganno, avverte Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano. La curva sta comunque lentamente salendo e si è passati dai 23.600 casi stimati nella prima settimana di sorveglianza a 42.300 dell’ultima monitorata (26 ottobre-1 novembre). “Sicuramente le belle giornate sono da sfruttare per fare attività fisica, rafforzare l’organismo e prepararlo ai mesi freddi – conclude Pregliasco – ma dobbiamo premunirci e prepararci ad affrontare l’abbassamento repentino delle temperature”.

L’attività dei virus influenzali è a livelli di base come nelle precedenti stagioni, si sottolinea nel rapporto, che evidenzia come ad essere più colpiti siano i bambini. “Siamo alle fasi iniziali – spiega Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia – vaccinarsi ha senso farlo nei mesi di novembre, dicembre e anche parte di inizio gennaio per prevenire il picco atteso tra fine gennaio e febbraio. In genere ci vogliono 15 giorni perché la copertura si instauri e l’effetto protettivo dura 4-5 mesi”. La vaccinazione è consigliata per tutti gli over 65 e, al di sotto di questa fascia di età, per chi ha malattie croniche.

E’ importante invece non abbassare il livello di attenzione e non accantonare il discorso della vaccinazione influenzale, il cui ricorso deve avvenire in queste settimane per essere efficace e coprire i mesi successivi. Il picco previsto per gennaio con una stima di 5 milioni di casi per l’intera stagione. Sicuramente le belle giornate sono da sfruttare per fare attività fisica rafforzare l’organismo e prepararlo ai mesi freddi, ma dobbiamo premunirci per contrastare l’abbassamento repentino delle temperature.

L’attività di virus è ai livelli di base e in tutte le regioni l’incidenza è sotto la soglia epidemica. Nell’ultima settimana di sorveglianza 659 medici sentinella hanno inviato dati circa la frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Dall’osservatorio nazionale fanno però notare che non tutti i camici bianchi partecipanti alla sorveglianza Influnet hanno reso disponibili i dati raccolti, e “l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri” che hanno comunicato le informazioni.

Condividi questo articolo: 


 

Altre Notizie