La Stazione Spaziale Internazionale compie 15 anni

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) festeggia oggi il suo compleanno: 15 anni dal lancio del primo modulo nel 1998. L’ISS è il più grande progetto a partecipazione internazionale mai condotto nel mondo scientifico, a cui collaborano cinque agenzie spaziali: NASA, ESA, Roscosmos, l’Agenzia spaziale canadese e l’Agenzia di esplorazione aerospaziale giapponese. Il 2 novembre 2000, la Stazione Spaziale Internazionale veniva abitata per la prima volta da un equipaggio internazionale.

“L’idea di costruire una stazione spaziale con equipaggio permanente risale già al 1984, quando il presidente Usa, Ronald Reagan, lanciò la proposta di una cooperazione internazionale per dare vita a questo ambizioso progetto. Negli anni la partecipazione al programma si è allargata a Giappone, Europa, Canada, Russia”. Il primo modulo, il modulo russo Zarya, è stato lanciato nel 1998; l’ultimo è stato l’italiano permanent multipurpose module Leonardo, nel 2011, anno in cui è iniziata la vera e propria ricerca scientifica, con il lancio del modulo statunitense Destiny laboratory e di Leonardo, trasportati fino alla Iss nella stiva dello shuttle.

I primi a mettervi piede furono i membri di Expedition 1: William Shepherd della Nasa e i russi Sergei Krikalev e Yuri Gidzenko. Da allora ben 45 equipaggi e 206 astronauti si sono avvicendati in missioni che hanno permesso di completare la costruzione della Stazione Spaziale. La casa-laboratorio nello spazio ha infatti continuato ad ampliarsi, finendo per diventare grande come un campo da calcio grazie a nuovi spazi ed ai laboratori portati in orbita da Stati Uniti, Russia, Europa e Giappone. Vale a dire dai Paesi che sono partner di questa impresa, accanto al Canada.

E’ una struttura gigantesca, pesante circa 345 tonnellate e lunga 73 metri, con un volume abitabile di circa 400 metri cubi. Tra i suoi record ha anche quello di essere l’oggetto piu’ costoso mai costruito, tanto che e’ difficile stabilire con esattezza la cifra complessiva. Nel 2010 i costi previsti si aggiravano sui 150 miliardi di dollari, tra i fondi stanziati dalla Nasa (58,7 miliardi), Russia (12 miliardi) e Europa (5 miliardi), Giappone (5) e Canada (2), e il costo dei 36 shuttle usati per costruirla. Oggi la Stazione Spaziale è la più grande struttura mai costruita in orbita, realizzata per almeno il 50% in Italia.

E’ italiano anche il modulo più spettacolare, la Cupola, la grande finestra panoramica affacciata sulla Terra, e sono cinque gli astronauti italiani che hanno lavorato sulla stazione orbitale a partire dal 2001, con Umberto Guidoni, mentre l’ultima è stata la prima donna astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, che affrontato la singola missione più lunga per una donna e unica donna che attualmente fa parte del corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). In orbita a più di 400 chilometri dalla Terra, gli astronauti conducono sulla Stazione Spaziale ricerche che non sarebbero altrimenti possibili sulla Terra, che spaziano dalla biologia alla meteorologia e la fisica. Oggi si comincia a guardare a questa struttura come ad un avamposto per future missioni verso gli asteroidi e poi verso Marte.

E’ la nona stazione spaziale ad essere abitata da equipaggi, dopo le russe Salyut, Almaz (realizzata per scopi militari), e Mir e lo Skylab americano, ma è quella con il record della più lunga e continua presenza umano nello spazio (la stazione Mir è seconda con 9 anni). I rifornimenti arrivano dai veicoli-cargo automatici, come il russo Progress, le navette giapponesi Htv (le europee Atv sono ormai in pensione) e le nuove navette costruite per la Nasa dai privati, come Dragon della Space X e Cygnus della orbital Sciences. Dopo l’uscita di scena dello Space Shuttle, nel luglio 2011, a portare gli equipaggi a bordo è attualmente solo la navetta russa Soyuz.

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