L’Apicoltura al centro della biodiversità e della sicurezza alimentare, arriva la carta dei Mieli del Mediterraneo

Sarà presentata a Tunisi la Carta dei Mieli del Mediterraneo. Storico documento che arriva, dopo un processo durato diversi anni, a una definizione comune del miele del mediterraneo con l’obiettivo di favorire gli apicoltori nel raggiungimento di una serie di risultati strategici, sia in termini di valorizzazione delle produzioni locali nei mercati domestici ed internazionali sia per il contrasto alle importazioni di miele di dubbia qualità nell’area mediterranea. Una strategia promossa da APIMED (Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo) che da sempre lavora per la protezione delle varietà autoctone e lo sviluppo di metodi di produzione che garantiscano la salubrità del miele. La Federazione, nata nel 2011, rappresenta l’unico soggetto aggregativo di settore al momento esistente a livello di regione mediterranea, riunendo al suo interno 21 associazioni, cooperative e federazioni nazionali di apicoltori provenienti da Algeria, Marocco, Tunisia, Italia, Albania, Libano, Palestina, Egitto e dai paesi limitrofi Iraq e Giordania.

Il settore dell’apicoltura, comparto che da solo in Italia coinvolge oltre 75.000 operatori con un patrimonio di 1 milione e 200 mila alveari, tra i settori chiave dell’agricoltura, fonte di ricchezza economica e sociale.

Il documento sarà presentato a Tunisi nel corso del VII Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, che si terrà dal 26 al 28 novembre 2015. “L’Apicoltura al centro della biodiversità e della sicurezza alimentare”. Questo il titolo dell’appuntamento che vede al centro del dibattito la definizione delle migliori azioni comuni da intraprendere al fine di sostenere e valorizzare le produzioni apistiche territoriali del Mediterraneo, difendere le api e l’apicoltura e salvaguardare gli ecosistemi naturali del Mediterraneo e la biodiversità delle specie vegetali.

L’evento è organizzato da FELCOS Umbria (Fondo di Enti Locali per la Cooperazione Decentrata e lo Sviluppo umano sostenibile), APIMED e INAT (Institut National Agronomique de Tunisie), in collaborazione con l’Iniziativa ART/UNDP (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite), DIPSA (Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna) e DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’università di Torino), e con il Patrocinio del Ministero dell’agricoltura tunisino, nell’ambito del progetto, finanziato dall’Unione Europea, “Mediterranean CooBEEration: una rete per l’apicoltura, la sicurezza alimentare e la biodiversità”’, di cui FELCOS Umbria è capofila.

Il lavoro sulla qualità del miele contribuirà inoltre a valorizzazione l’apicoltura non solo come attività produttiva generatrice di reddito e di benessere, ma anche come attività capace di salvaguardare la biodiversità e migliorare la sicurezza alimentare, cioè la garanzia di una sufficiente e sana alimentazione per tutti gli abitanti della terra. Come spiega Vincenzo Panettieri, presidente della Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo: “il principale risultato che uscirà da questo Forum è la Carta dei mieli del mediterraneo: un testo storico che rappresenta, da un lato, il primo documento che uniforma, sotto il profilo tecnico, questo importante prodotto alimentare e costituisce, dall’altro lato, un contributo importante, di grande valore culturale, morale, sociale, per garantire la presenza delle produzioni locali sul mercato globale, esaltare il valore della dignità del lavoro contadino, e sottolineare l’efficacia del controllo territoriale da parte delle comunità locali”.

Al Forum di Tunisi sarà presentata anche la Campagna “CooBEEration”, iniziativa internazionale di sensibilizzazione e informazione che mira a modificare la percezione dell’apicoltura nell’opinione pubblica, nelle istituzioni locali, nazionali ed internazionali, negli agricoltori e negli apicoltori stessi: da una concezione di semplice attività generatrice di reddito ad una visione ben più ampia e strategica dell’apicoltura come Bene Comune Globale, indispensabile per la tutela della biodiversità e per il benessere umano.

Questa nuova edizione del Forum si iscrive all’interno di un percorso cominciato 8 anni fa a in Italia, a Foligno, quando APAU (Associazione di Produttori Apistici dell’Umbria) e FELCOS Umbria, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Foligno, della Regione dell’Umbria e dell’Iniziativa ART di UNDP, diedero vita alla prima edizione del Forum. Fin da allora, il Forum ha rappresentato una significativa ed unica occasione di dialogo e confronto tra gli apicoltori del Mediterraneo e le loro reti, ed ha portato al consolidamento di una coalizione di associazioni e cooperative di produttori apistici, istituti di ricerca ed enti pubblici, istituzioni locali, nazionali ed internazionali dei paesi del Mediterraneo.

L’evento si realizza in un momento storico particolarmente complesso, come ricorda Lucia Maddoli, Coordinatrice Internazionale del progetto “Mediterranean CooBEEration” e Responsabile Area progetti e partenariati di FELCOS Umbria, ed assume ancora di più un significato particolarmente importante : “il Mediterraneo è per tutti noi, italiani ed europei, l’orizzonte di prossimità in cui ci muoviamo, un’area in cui si giocano sfide difficili, con tensioni a volte violente e dolorose, legate al faticoso processo di costruzione della democrazia. Siamo convinti che l’Europa di oggi non avrà futuro se non ripartirà dal Mediterraneo.

In questa ottica siamo convinti che anche l’Apicoltura, uno dei saperi più antichi che da millenni accomuna i popoli del Mediterraneo, possa diventare un grande tema di lavoro comune, di costruzione di pace, di relazioni di buon vicinato e di una prosperità condivisa, diventando doppiamente Bene Comune. Perché quando persone di culture diverse, di religioni diverse e di diverse affiliazioni politiche, si incontrano e si mettono a lavorare insieme per un obiettivo comune, questo è già di per sè un grande valore, una grande vittoria”.

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