L’autunno fa male allo stomaco, ecco alcuni rimedi naturali

Stipsi, gonfiore, bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo colpiscono un italiano su quattro. Il calo delle temperature da una parte e il ritorno all’ora solare dall’altra, hanno dato ufficialità all’arrivo dell’autunno. Questa stagione è, più delle altre, associata a disturbi gastrointestinali: stipsi, gonfiore, acidità o bruciore di stomaco. Alle cause di sempre, ritmi di vita frenetici, alimentazione sregolata, fumo e caffè, si aggiunge la metereopatia. L’organismo fatica ad adattarsi al brusco cambiamento di clima e questo si ripercuote non solo sul tono dell’umore, ma sull’intero bioritmo che deve riassettarsi. Pare siano le donne più degli uomini a soffrire degli scompensi provocati dalla riduzione delle ore di luce.

Prima di affidarsi a vere e proprie cure mediche, è sempre meglio battere la strada dei rimedi naturali, quella che fa appello al potere delle piante. Se per stipsi, bruciore e acidità è sempre l’Aloe che la fa da padrona; per combattere la fastidiosa sensazione di gonfiore allo stomaco Menta e Finocchio sono validi alleati. La liquirizia invece ha un’azione antispasmodica e antinfiammatoria sulla muscolatura liscia dello stomaco, si utilizza un estratto secco titolato in glicirrizina (minimo 4%); la posologia giornaliera va da 6 a 8 mg di estratto per chilo di peso corporeo in due somministrazioni, una al mattino al risveglio e l’altra tra le 16.00 e le 17.00. La liquirizia può provocare aumento della pressione arteriosa, non va usata, quindi, da soggetti ipertesi; è controindicata, inoltre, da chi assume contraccettivi orali. Non devono assumerla neppure le persone diabetiche e va presa con precauzione dai nefropatici. E’ vietata, infine, in gravidanza e allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni (in questi casi l’estratto titolato di liquirizia non va usato, mentre la liquirizia pura o il succo nelle varie forme, in quantità modeste, è tollerato).

Camomilla e melissa: la camomilla viene impiegata sotto forma di infuso (3 g di fiori per tazza 3-4 volte al giorno); allevia spasmi ed infiammazioni del tratto gastrointestinale; la melissa, oltre ad avere una blanda azione di tipo sedativo ed ansiolitico (consigliabile nei soggetti stressati e ansiosi), ha una valida azione spasmolitica sulla muscolatura liscia del tratto digerente dovuta all’olio essenziale e ai flavonoidi. Si possono assumere infusi (2-3 g di parti aeree in una tazza d’acqua 2-3 volte al giorno) oppure, meglio, estratti titolati in acido rosmarinico minimo 2%. La posologia è di 5-7 mg di estratto per chilo di peso corporeo al giorno, suddivisi in due tempi lontano dai pasti. Sia la camomilla che la melissa possono provocare in soggetti sensibili allergie cutanee; la melissa, poi, non va usata da ipotiroidei, in gravidanza e nell’allattamento. Altre erbe note per l’azione lenitiva sono quelle che contengono mucillagini capaci di formare uno strato protettivo sulla mucosa gastrica. Queste erbe sono l’altea, la malva e il lichene islandico

Cosa fare per prevenire l’insorgenza del reflusso gastroesofageo? Anzitutto, agire sul fronte alimentare, mettendo al bando (almeno temporaneamente) quei cibi che ne favoriscono la comparsa. Ecco la lista degli elementi da evitare:

Spezie (pepe, peperoncino, senape, ecc.); Caffè, cacao, cioccolato; Tutti gli alimenti integrali (pane, crackers, ecc.); Brodi di carne ed estratti di carne; Bevande gasate; Bevande alcoliche (in particolar modo aperitivi, superalcolici, vino bianco); Broccoli, broccoletti, cavolo, verza, cavolfiore, cavolini di bruxelles, crauti; Rape, rafano, patate, pomodori, cipolla cruda; Legumi: fagioli, piselli, lenticchi; Pepe, peperoncino
Avocado, mele crude; Frutta secca (noci, mandorle, nocciole); Aceto.

Qualche consiglio
Il latte spesso non è tollerato. Provare eventualmente il latte HD; La crosta del pane è più digeribile della mollica; Le carni, il pollame, i pesci devono essere scelti nelle parti più magre, cotti a puntino con pochi grassi di condimento; Salumi, insaccati, formaggi sono in genere meno digeribili. Preferisci la bresaola, prosciutto magro ed evita i formaggi piccanti a pasta dura; le uova sono più facilmente digeribili se cotte in camicia o alla coque.

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