Usa: via libera al salmone Ogm, Fda: è nutriente come quello naturale

La Food and Drug Administration (Fda), ha varato le linee guida sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Lo segnala il New York Times, notando che la notizia e’ finita in secondo piano, oscurata dal via libera accordato dalla stessa Fda al salmone geneticamente modificato destinato al consumo umano, il primo animale transgenico ad arrivare sulle tavole degli americani.

Di conseguenza, la Fda rinforza la sua posizione, che e’ la stessa dal 1992, e cioe’ che “non c’e’ alcuna evidenza scientifica che i prodotti geneticamente modificati differiscano dagli altri, specie dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quindi, per i prodotti alimentari negli Usa non e’ obbligatorio far sapere se contengono o meno ingredienti Ogm. Ciononostante alcune compagnie inseriscono volontariamente sulle loro etichette l’informazione aggiuntiva ‘senza Ogm’. A questo proposito la Fda fa sapere di non vedere di buon occhio questa terminologia, anzi la sconsiglia, preferendole quella di prodotto “non messo a punto con tecniche di bioingegneria”, poiche’, nota l’autorita’ Usa, “la maggior parte dei cibi non contengono organismi interi”.

Il salmone transgenico è stato messo a punto dalla società AquaBounty Technologies di Boston, nello Stato del Massachusetts e eecondo la Fda, è nutriente come quello Atlantico “naturale” e non vi è alcuna differenza biologica significativa tra le sue qualità nutrizionali e quelle di altri salmoni d’allevamento nell’Atlantico. Il salmone AquAdvantage può essere allevato solo in vasche a terra chiuse, in due installazioni specifiche in Canada e a Panama, ha precisato l’Fda. L’autorizzazione non permette dunque che sia allevato negli Stati Uniti.

Le associazioni dei consumatori statunitensi hanno replicato che, a differenza del termine ‘senza Ogm’, un’etichetta con la scritta ‘Not bioengineered’, cioe’ che non contiene prodotti che sono stati messi a punto con tecniche di bioingeneria, e’ poco comprensibile per molti consumatori. Inoltre la confusione aumenta, alla luce della differenza che la Fda introduce tra il termine ‘ingegneria genetica’ e ‘quello di ‘modificato geneticamente’.

“La Fda – si legge nel comunicato dell’agenzia – considera il termine ‘modificato geneticamente’ molto piu’ ampio di quello che comprende altri termini di alterazione del genoma di un organismo, inclusi l’allevamento selezionato e i metodi di produzione basati su test du laboratorio in vitro”. La Fda inoltre aggiunge che non ha alcuna intenzione di prendere misure contro i prodotti che abbiano al momento la scritta ‘non ogm’, o ‘ogm’, a patto che i prodotti in questione non siano modificati con tecniche di ingegnieria genetica, o che l’etichetta non sia in qualche modo falsa o fuorviante.

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