Allarme smog: Pechino si ferma per tre giorni

Pechino è in allarme rosso per il livello di smog. Le autorità hanno proclamato tre giorni di stop per le attività più inquinanti, quali  cantieri all’aperto e fabbriche, inoltre le auto circoleranno solo a targhe alterne e sono vietate le attività all’aria aperta per gli studenti di ogni ordine e grado. Passato giovedì, a quanto detto dalle previsioni meteo, dovrebbe arrivare il vento, allontanando la grigia nube di smog che avvolge la città rendendola quasi invisibile.

Già la scorsa settimana la concentrazione di Pm 2,5, sigla che indica le minuscole particelle di polveri pericolossisime in quanto capaci di passare dai polmoni passano nel sangue, aveva raggiunto lo spaventoso livello 1.000, ma l’allarme era stato portato solo ad arancione, cioè non alla massima allerta. Una tale scarsa attenzione  da parte delle autorità ha provocato molte polemiche, motivo per cui in questi giorni, in cui il livello è inferiore a quello raggiunto in precedenza, ma in previsione di giornate di smog fitto, è scattato il rosso.

Ma cosa significa livello 1.000? Per capirlo basta confrontarlo col limite che l’Organizzazione Mondiale per la Sanità considera accettabile e cioè 25. Pechino ha, dunque, raggiunto la scorsa settimana una concentrazione 40 volta superiore alla soglia indicata dall’OMS. LA situazione non è nuova per la capitale cinese, in cui la media annuale è di 56, con picchi intorno a 400 piuttosto frequenti e di durata lunga, fino a una settimana di seguito.

La Repubblica Popolare Cinese deve oltre il sessanta per cento della sua energia al carbone ed è responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di CO2, davanti agli Stati Uniti con il 16%. Una nota di speranza viene dal dato riguardante la vendita di auto elettriche, che ha visto primeggiare la Cina, con vendite stimate di circa 250 mila veicoli. Non va dimenticato che alla conferenza di Parigi, la delegazione cinese ha promesso grandi numeri: picco delle emissioni nel 2030, taglio delle emissioni di gas serra del 60%, fondo di solidarietà alle nazioni meno sviluppate di 1,3 miliardi di dollari.

Il forte inquinamento che la nazione e in particolare la sua capitale stanno vivendo, sta finalmente portando ad una maggiore sensibilità al problema e, si spera, ad una serie di concrete azioni di rinnovamento.

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