Centro Ricerca Rifiuti Zero: a Capannori il distretto dell’economia circolare

Sarà potenziato il Centro ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, perché possa mettere a disposizione dell’Ente di piazza Aldo Moro e di Ascit i risultati di nuove e innovative ricerche sul campo e di laboratorio utili per raggiungere gli obiettivi che l’amministrazione Menesini si pone in materia ambientale.

Il sindaco Luca Menesini e la sua giunta hanno deciso di stanziare un budget ad hoc per le attività del Centro per l’anno 2016 (circa 13.500 euro), in modo che possa dare seguito ai lavori già avviati e cominciare a studiare altre strategie per la riduzione del rifiuto a monte e la realizzazione dell’economia circolare. L’idea dell’amministrazione è di portare avanti questa sinergia nell’interesse della qualità della vita dei cittadini per l’intero mandato.

Il Centro ricerca Rifiuti Zero, guidato da Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize nel 2013 vale a dire del Nobel per l’ecologia, negli anni scorsi ha infatti dato significativi contributi sulle politiche da adottare per ridurre il rifiuto a monte.

Adesso, negli obiettivi del Comune di Capannori e del Centro ricerca c’è come priorità la creazione del Distretto dell’economia circolare, ovvero un luogo in cui gli scarti diventano materie prime per nuove produzioni, coinvolgendo accanto alle buone pratiche dei cittadini quelle del distretto cartario.

“La collaborazione con il Centro ricerca Rifiuti Zero è preziosa – dice l’assessore all’ambiente Matteo Francesconi –. Grazie alle scoperte innovative realizzate dal Centro, ad esempio, oggi ci sono case produttrici di caffè di rilievo nazionale che stanno sperimentando capsule in bio-plastica oppure capsule separabili. Allo stesso tempo, cresce la sensibilità verso il tema del riuso e del riciclo. Questa consapevolezza crescente, nei cittadini e nelle imprese, sul ruolo centrale dell’ambiente nelle scelte di vita e produttive è legata anche all’attività del Centro ricerca di Capannori, che quando non ci credeva nessuno ha lavorato per dimostrare quanto gli elementi di rispetto dell’ecosistema siano fondamentali per garantirci un futuro di qualità. Adesso, grazie agli studi e agli approfondimenti del Centro, vogliamo compiere ulteriori passi concreti in avanti”.

Accanto all’obiettivo più importante, ovvero di creare il Distretto dell’economia circolare, il Centro ricerca Rifiuti Zero porterà avanti numerose altre attività di rilievo.

Nel dettaglio: la collaborazione con la società Lucense nel progetto legato al riutilizzo del pulper per la produzione di manufatti; fare corsi di formazione per gli Ecovolontari; realizzazione di una pubblicazione contenente casi studio di prodotti non riciclabili e non compostabili e l’alternativa di riprogettazione; analisi dei rifiuti elettrici ed elettronici in ingresso nelle isole ecologiche per studiare la frequenza dei guasti più comuni per invitare con apposite proposte le stesse aziende produttrici a riprogettare le parti più critiche dei sistemi; prosecuzione del lavoro per la riciclabilità delle capsule e valorizzazione di esperienza come quelle di Funghi Espresso.

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