Contro lo smog in Cina si respira con l’aria fresca in bottiglia

Aria fresca in bottiglia contro lo smog. Il prodotto è di una start-up canadese, che la attinge dalle foreste delle Montagne Rocciose e la concentra in pratiche bombolette. In Cina, con l’inquinamento sempre più alle stelle, l’offerta, battezzata con il nome di “Vitality air”, sta diventando un articolo richiestissimo.

Il prezioso contenuto non è altro che aria fresca, raccolta e imbottigliata nelle purissime zone dei laghi del paese nordamericano. Harrison Wang, responsabile in Cina dell’azienda canadese, ha dichiarato che lo scopo della compagnia è quello di “dare alle persone l’opportunità di immettere nelle proprie vite una ventata di aria fresca”. Il prodotto inoltre viene venduto anche come soluzione per “sbornie, stanchezza mentale e recupero dopo l’attività fisica”. La bottiglia base viene venduta al costo di 9,90 Euro, ma sul sito della Vitality Air ci sono diversi pacchetti con prezzi che arrivano anche a 50 Euro.

E dato che quello dell’inquinamento è uno dei problemi più gravi al momento in Cina, come anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto, gli autori di questa invenzione pare vogliano distribuire il loro “prodotto” a tutta la nazione. La situazione ambientale, in effetti, sta rapidamente degenerando, come dimostrano i crescenti ricoveri di bambini con problemi respiratori, i seri problemi di visibilità per gli aerei, spesso lasciati a terra, e tutti quegli altri effetti dell’inquinamento atmosferico che, oltre ad essere ormai visibili anche dallo spazio, nello scorso ottobre hanno addirittura costretto la metropoli Harmin a “chiudere per smog”, dopo aver raggiunto un livello di inquinamento ben 40 volte la norma.

Insomma, la situazione è tale da costringere coloro che vogliono respirare aria pulita ad acquistarne un barattolo. L’alternativa? La risposta più sensata sembrerebbe lasciare al più presto le strade di quelle città coperte da una cappa di veleni. Ma appare sempre meno scontata in un Paese dove la tutela della salute dei cittadini ha ceduto il passo allo sviluppo industriale. Tanto da trasformare l’aria in un prodotto, un po’ come la carne in scatola o le pesche sciroppate.

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