Energie rinnovabili: Bill Gates e Mark Zuckerberg lanciano “la Beakthrough Energy Coalition”

Bill Gates, Mark Zuckerberg e il fondatore del portale di vendite online cinese Alibaba Jack Ma con altri investitori si impegneranno con 7 miliardi di dollari per la ricerca e lo sviluppo di energia pulita. Lo ha annunciato a Parigi in occasione della Cop21 il co-fondatore di Microsoft auspicando che altri investitori nei prossimi giorni si uniscano per sostenere la causa. Gates ha annunciato l’investimento come parte di un’iniziativa più grande, che include i governi che stanno promettendo di raddoppiare la spesa per ricerca sulle energie rinnovabili. La Beakthrough Energy Coalition è stata lanciata nell’ambito della giornata inaugurale della Conferenza sul clima (Cop21).

“Il denaro proviene da singoli investitori facoltosi e dall’Università della California” ha detto Gates ai giornalisti aggiungendo di aver avvertito i potenziali investitori “che le tecnologie per una nuova energia richiedono più tempo per essere realizzate di IT o biotech”. Il Fondo, ha spiegato ancora Gates, sosterrà una vasta gamma di tecnologie citando biocarburanti, cattura del carbonio, vento forte, fissione, fusione. “Siamo imparziali ma devono essere tecnologie pulite e se possibile a buon mercato”.

Alla «Coalizione energia Breakthrough» partecipano 28 investitori di 10 Paesi e il suo patrimonio netto collettivo supera i 350 miliardi di dollari. Fra loro appunto Gates, Zuckerberg, Ma, nonché il fondatore di Amazon Jeff Bezos e quello del gruppo Virgin, Richard Branson. L’obiettivo è quello di fornire capitale per la ricerca nelle tecnologie più promettenti in materia di energie pulite. Parallelamente a questa iniziativa privata, la Casa Bianca ha comunicato che 20 Paesi, fra cui i cinque più popolati (cioè Cina, Usa, India, Indonesia e Brasile) e i più inquinati, si sono accordati nella ’Missione innovazione’, che prevede di raddoppiare i loro investimenti nella ricerca sulle energie pulite per lottare contro il cambiamento climatico. Questi Paesi costituiscono insieme il 75% delle emissioni mondiali di CO2.

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