Google car: le auto senza pilota parleranno ai pedoni

Sulle strade californiane e texane circolano 48 Google Car, le auto senza pilota che finora hanno percorso oltre 2 milioni di km in autonomia e 1,5 milioni di km guidate da un conducente, ora sono in grado di parlare ai pedoni. La compagnia di Mountain View ha infatti registrato un brevetto per un sistema con cui le Google Car potranno mostrare messaggi in aree a rischio incidente come le strisce pedonali.

La comunicazione avverrà in varie forme: messaggi su display, dalla scritta “attraversamento sicuro” al segnale di stop, messaggi vocali diffusi da altoparlanti (utili per ipovedenti) e anche con un braccio robotico che comunica a gesti. A parte i sistemi di segnalazione tipici delle aiuto tradizionali, dalle frecce al clacson alle luci dello stop, “i veicoli autonomi mancano della capacità di comunicare direttamente ciò che l’auto sta per fare”, si legge nel brevetto. “Fermare la macchina senza fornire altri segnali potrebbe non essere sufficiente a rassicurare i pedoni che è davvero sicuro attraversare”.

Il brevetto non è l’unico indicatore che Google faccia sul serio nel campo delle auto senza guidatore. Un’altra prova arriva dall’assunzione di Robert Rose, che dal maggio scorso era l’ingegnere capo del team “Autopilot” di Tesla. A dirlo è il profilo LinkedIn di Rose, dove l’uomo da novembre risulta ingegnere software di Google Robotics. La definizione appare compatibile con un ruolo nel team della Google Car, poiché la compagnia nella sua lista online di lavori disponibili usa la stessa definizione in riferimento alle auto autonome

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