Referundum, la Slovenia dice no a nozze e adozioni gay

Slovenia, referendum sui matrimoni gay. Il voto, il primo di questo genere in un Paese ex comunista dell’Europa centro-orientale, è voluto dai conservatori sostenuti dalla Chiesa cattolica per abolire la legge che definisce il matrimonio come un’unione tra due adulti invece che tra un uomo e una donna. Il parlamento sloveno, a maggioranza di sinistra, ha approvato l’emendamento sulle nozze a marzo.

Gli sloveni erano chiamati a decidere se mantenere o annullare la legge approvata a marzo scorso dal Parlamento, che equipara i diritti delle coppie gay a quelli delle coppie eterosessuali, permettendo loro anche il matrimonio e l’adozione dei bambini. Il quesito sul quale erano chiamati a esprimersi gli 1,7 milioni di elettori sloveni era il seguente: ‘È lei favorevole a che entri in vigore la legge su modifiche e integrazioni alla legge relativa a matrimonio e famiglia, che il Parlamento ha approvato il 3 marzo 2015?’. L’attuale governo del primo ministro Miro Cerar, di centro-sinistra, ha sostenuto la nuova legge, mentre il principale partito di opposizione, cioè il Partito democratico sloveno di centro-destra, era contrario. Con questo voto la Slovenia è uno dei primi Paesi che approva una legge di uguaglianza dei diritti degli omosessuali per poi revocarla. Già nel 2012 si era tenuto un referendum sui diritti degli ojmosessuali, in cui circa il 55% degli elettori si erano opposti a dare più diritti alle coppie gay, negando anche l’ok alla possibilità di adottare i figli del proprio partner.

La novità principale era nella possibilità che le coppie omosessuali acquisissero il diritto di matrimonio e di adozione. La legge fu approvata in Parlamento nel marzo scorso, con 51 voti favorevoli e 28 contrari. Ad appoggiarla furono i partiti della coalizione governativa e quelli di sinistra, contrari invece fu il centrodestra. Il 23 marzo l’iniziativa civile “Ne va dei bambini” ha iniziato a raccogliere le firme per il referendum abrogativo. Il 30 ottobre sono state depositate le firme necessarie per indire il referendum in Parlamento, che il 4 novembre ha infine calendarizzato la consultazione per la data odierna. Una legge che regoli i diritti delle coppie omosessuali per quanto riguarda le loro unioni e l’adozione era stata approvata dal Parlamento già nel giugno 2011. Prevedeva per le coppie gay l’istituto dell’unione civile, non del matrimonio. Le adozioni previste erano molto limitate. Anche in quell’occasione la legge fu tuttavia respinta dal referendum, che si tenne nel marzo del 2012.

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