Renzi su clima, WWF: Italia sia coerente e punti su rinnovabili

Da Parigi dove segue i negoziati internazionali sul clima Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, ha commentato le parole del Premier Matteo Renzi: “Dal premier sicuramente parole forti e condivisibili sulla necessitá di azione sul clima e per la salvaguardia della natura.

Ci piacerebbe che l’Italia fosse piú coerente nella scelta delle rinnovabili per lo sviluppo presente e futuro. Ma soprattutto attendiamo una strategia e un percorso condiviso e sancito per diminuire le emissioni e rendere la decarbonizzazione un fattore strutturale del futuro sviluppo. Sulla leadership di Enel ed Eni, ci permetta il premier di chiedere qualche dato in piú: le imprese di cui lo Stato é il maggiore azionista, non sembrano impegnate allo stesso modo nell’economia del futuro e anche chi sta cambiando vive tuttora contraddizioni che devono essere sciolte, per esempio l’uso attuale del carbone.

Negli ultimi anni con impressionante sistematicità, i Governi Monti, Letta e Renzi sono intervenuti per ridurre drasticamente le possibilità di investimento nelle fonti rinnovabili. Per il solare fotovoltaico sono stati cancellati nel 2013 gli incentivi in conto energia, il sistema di incentivi per il solare fotovoltaico, (che in Germania invece sono ancora in vigore) togliendoli perfino per le famiglie e per la sostituzione dei tetti in amianto. Per le altre fonti rinnovabili i tagli sono cominciati nel 2012 e si può sostenere, con difficoltà di smentita, che da allora non vi sia stato un solo provvedimento da parte dei Governi italiani che ne abbia aiutato lo sviluppo.

Il Governo Renzi si è contraddistinto per un accanimento ancora più accentuato dei suoi predecessori nei confronti delle energie pulite, col decreto “Spalma incentivi”‘ che è intervenuto in maniera retroattiva sugli incentivi, con nuove tasse per l’autoproduzione da fonti rinnovabili e regole penalizzanti per gli oneri di dispacciamento, giustificate con la non programmabilità delle energie pulite; poi nuovo decreto di incentivi alle rinnovabili non elettriche che, ancora prima di entrare in vigore, ha già determinato uno stop degli investimenti, viste le scelte che prevede. Ma se i Governi precedenti potevano ignorare gli effetti di queste politiche, il Governo Renzi, non può non sapere che con lo stop agli incentivi le installazioni   sono crollate del 92%,  e che  sono stati bloccati persino provvedimenti a costo zero che permetterebbero di aiutare le rinnovabili con  la semplificazione  delle procedure  e il via libera all’autoproduzione e allo scambio della produzione da rinnovabili con la rete.

Del resto, ormai anche il mondo delle imprese si divide in due: chi é parte del problema, e vuole continuare a puntare sui combustibili fossili, e chi é parte delle soluzioni, e punta sulle energie rinnovabili e sui servizi energetici. Oggi, ancor piú durante e dopo Parigi, é ora di scegliere: noi del WWF ci auguriamo fortemente che le aziende italiane optino per il secondo schieramento, lavorando per abbandonare rapidamente i combustibili fossili”.

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