Corpo Forestale: Legambiente, che questa riforma possa cantrastare i crimini ambientali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sulla razionalizzazione delle Forze di Polizia che ha come conseguenza l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri.

“Ci auguriamo – ha commentato il direttore di Legambiente Stefano Ciafani – che questo cambiamento sia sfruttato nel modo più utile per realizzare finalmente un Corpo di Polizia specializzato nel contrasto delle illegalità ambientali. Le enormi competenze del Corpo Forestale insieme a quelle dei Carabinieri debbono essere valorizzate per avviare una nuova stagione di lotta contro tutte le forme di criminalità ai danni dell’ambiente e della collettività, avvalendosi anche degli strumenti offerti dalla nuova legge sugli ecoreati”.

Rispetto al tema delle Riserve naturali dello Stato, l’auspicio di Legambiente è che questa riforma possa migliorare la capacità di intervento a tutela della biodiversità, superando le conduzioni separate e trasferendo la gestione ai Parchi e alle Regioni. “Il prossimo passo da compiere per migliorare il contrasto delle illegalità e aumentare il livello dei controlli ambientali – ha concluso Stefano Ciafani – riguarda l’approvazione del disegno di legge sulle agenzie ambientali fermo al Senato da quasi due anni”.

È l’ennesima operazione di facciata di questo Governo – dichiara Francesco GRECO, Presidente Nazionale di Fare Verde – che complica la lotta alle eco-mafie e costringe il personale del Corpo Forestale dello Stato a non poter decidere sul suo futuro professionale e umano”.

“Inoltre – prosegue Fare Verde – sono state introdotte modifiche al Codice dell’Ordinamento Militare; ci saranno dei costi ulteriori per l’acquisto di nuove divise, tinteggiatura dei mezzi e corsi di formazione per il personale; sarà necessario riallineare i diversi trattamenti stipendiali, in particolar modo degli alti vertici del CFS, con ulteriori spese per le casse dello Stato.

E pensare – conclude il presidente nazionale di Fare Verde – che solo nei giorni scorsi erano state aperte nuove Stazione del CFS, come a Pomezia (Roma). Esempi ulteriori di come al Governo ci sia disorganizzazione e si giochi a chi produce più fumo: chi con gli inceneritori, chi con le trivelle petrolifere in mare, chi con finte riduzioni di costi!”

“Con la riforma – afferma in una nota il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – riorganizziamo le funzioni di polizia impegnate sul fronte agroambientale, dotando l’Italia di una moderna struttura in grado di assicurare sempre meglio prevenzione e repressione su questo fronte. Uniamo le forze e potenziamo gli strumenti operativi. Il nuovo Comando assicurerà professionalità, specializzazione e un ramificato presidio del territorio rappresentando di certo una delle esperienze più avanzate d’Europa”. Ecco le principali novitá della riorganizzazione, rese note dal Mipaaf.

Potenziata la tutela agroalimentare Dalla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri nasce il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare. Una grande forza che potenzia le capacità dell’Italia di preservare e difendere il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare. 7 mila uomini specializzati impiegati sul campo.

 

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