Influenza: in arrivo il picco stagionale, oltre 1mln di italiani a letto

Influenza, il numero di casi stimati la settimana passata è stato pari a circa 154.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 1.088.000 casi. E’ quanto si legge sul Rapporto Epidemiologico della sindrome influenzale InfluNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che sta per essere pubblicato. “Siamo entrati in quella che viene definita fase epidemica, ma incidenza e aggressività quest’anno sono blande, così come accade spesso dopo stagioni particolarmente virulente come quella dello scorso anno. Nel 2016 resteremo lontani dai 6.300.000 casi registrati nel 2015″, commenta Antonino Bella, responsabile sorveglianza epidemiologica InfluNet.

Durante la seconda settimana del 2016 il livello di incidenza in Italia è stato pari a 2,54 casi per mille assistiti, con ampie differenze regionali anche dovute a più o meno efficaci sistemi di monitoraggio. La provincia autonoma di Trento, Marche, Lazio, Campania e Basilicata le Regioni maggiormente colpite, in cui il livello dell’incidenza ha superato i quattro casi per mille assistiti.

Modalità di trasmissione. Il virus influenzale, generalmente acquisito attraverso il contatto con altre persone infette, si trova sia nella saliva, sia nel muco delle vie respiratorie e può penetrare nell’organismo attraverso le mucose (bocca, occhi e naso). Il virus può essere trasmesso per via aerea dal momento del contagio fino ai tre-quattro giorni successivi ai primi sintomi che si manifestano a distanza di uno-quattro giorni dall’infezione. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Si diffonde molto facilmente negli ambienti affollati.

Incidenza. La frequenza con cui insorgono casi di influenza, pur essendo assai diverso da stagione a stagione, si aggira mediamente intorno al 8% (range: 4-12%) della popolazione generale, ogni anno, mentre nella fascia d’età 0–14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 22%.

Sintomi. In Italia, l’influenza si manifesta nel periodo invernale (prevalentemente, tra dicembre e marzo) e si risolve nell’arco di cinque-sette giorni, anche se tosse e malessere generale possono perdurare per due o più settimane. L’influenza è contraddistinta da un repentino manifestarsi di sintomi generali e respiratori: febbre (della durata di circa tre giorni), che si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore, tosse non catarrale e congiuntivite. La febbre è generalmente più elevata nelle infezioni provocate dai virus del tipo A mentre, in quelle causate da quelli del tipo B, si mantiene a livelli più bassi. Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano vomito e diarrea. Anche negli anziani (oltre i 75 anni) la febbre rimane bassa, l’insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza, dolori articolari e stato confusionale. La diagnosi di influenza si basa comunemente sui sintomi clinici ma la certezza può essere raggiunta solo con l’isolamento del virus influenzale che, però, non viene effettuata se non nell’ambito di studi scientifici.

Prevenzione. Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l’influenza, sia perché aumentano notevolmente le probabilità di non contrarre la malattia sia perché, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicanze. Il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione alle persone con età maggiore di 64 anni e a coloro che sono in stretto contatto con anziani, a tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa dell’età o di patologie. Il periodo più indicato per la vaccinazione va da metà ottobre a fine dicembre. Si sconsiglia generalmente di vaccinarsi con molto anticipo perché l’immunità data da questo vaccino declina nell’arco di 6-8 mesi e, quindi, si potrebbe rischiare di essere solo parzialmente protetti nel periodo più rischioso (ottobre-febbraio). La somministrazione è per via intramuscolare e, in tutti coloro con età superiore ai 12 anni, l’iniezione va effettuata nel muscolo deltoide (braccio), mentre, per i più piccoli è consigliato il muscolo antero-laterale della coscia.

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