Nati prematuri, differenze etniche non condizionano lo sviluppo

Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Lancet, coordinato dall’ospedale Sant’Anna di Torino, ha stabilito che le differenze etniche non hanno conseguenze sullo sviluppo dei bambini prematuri, per la prima volta al mondo sono state redatte le Tabelle degli Indicatori internazionali sulla crescita dei neonati prematuri.

Fino ad oggi mancava un modello di riferimento della crescita postnatale dei bambini prematuri, indispensabile per guidare le difficili scelte nella loro nutrizione ed assistenza. Grazie allo studio internazionale Intergrowth 21st, finanziato dalla Fondazione Bill e Melissa Gates e dall’Università di Oxford, sono oggi disponibili le prime carte standard internazionali per la crescita dei neonati prematuri. Sono stati coinvolti otto Centri di ricerca ed assistenza in diverse parti del mondo (Brasile, Cina, India, Italia, Kenya, Oman, Usa e Inghilterra). Al progetto ha partecipato, unico Centro dell’Europa continentale, l’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino, con i reparti di Ostetricia e di Neonatologia dell’Università, diretti rispettivamente dalla professoressa Tullia Todros e dal professor Enrico Bertino.

Questa parte del progetto, basata sui dati longitudinali postnatali di 224 prematuri, nati dalle 4.607 mamme arruolate nello studio, è stata coordinata per tutti i Centri partecipanti dalla neonatologa Francesca Giuliani, della Neonatologia universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino. Così come per i feti e i neonati a termine, anche nei prematuri le differenze di crescita tra i vari gruppi etnici tendono ad attenuarsi in condizioni di assistenza e di nutrizione ottimali.

In particolare il progetto è stato basato sulla promozione dell’utilizzo del latte materno fresco, opportunamente integrato, nei nati molto pretermine. Mediamente il 90% dei bambini prematuri nei vari centri del mondo che hanno partecipato erano allattati al seno alla dimissione, risultato molto positivo. Gli standard saranno soprattutto utilizzabili per seguire dopo la nascita la crescita dei nati tra le 32 e le 36 settimane di gravidanza, che costituiscono l’80% dei nati pretermine. In Italia, considerando solo il periodo tra la 32ma e la 36na settimana, nascono circa 30.000 bambini all’anno (6% del totale), dei quali 2.350 solo in Piemonte (7% del totale).

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