Non nel mio piatto, Ciwf lancia la campagna contro gli allevamenti intensivi

Ciwf lancia la campagna ‘Non nel mio piatto’ con un video che sarà proiettato dal 21 gennaio al 3 febbraio in 400 sale di 50 città con un pubblico potenziale di 800mila spettatori. Quando ci sediamo a tavola, sappiamo cosa mangiamo? Non proprio. La propaganda della grande industria alimentare si guarda bene dal mostrare le reali condizioni di vita degli animali negli allevamenti italiani.

Ha creato un immaginario artificiale per poter nascondere le pratiche crudeli d’allevamento come le gabbie, oppure le condizioni vergognose in cui si trovano gli animali negli allevamenti intensivi. Ci propone di intensificare la produzione come soluzione al futuro bisogno di nutrire 9,6 miliardi di persone che saremo nel 2050. Senza però tenere presente i devastanti impatti che l’allevamento intensivo ha sull’ambiente, la nostra salute, e soprattutto gli animali.

Come le immagini creano un immaginario distorto, anche alcune espressioni come “100% prodotto italiano” e “fatto in Italia” sembrano suggerire che gli allevamenti italiani siano diversi da quelli del resto dell’UE e del mondo. L’italianità come una sorta di garanzia di affidabilità, qualità e benessere animale. Purtroppo un mito tenuto vivo solo dalle apparenze. L’industria alimentare gioca con il nostro immaginario e lascia passare messaggi fuorvianti, nasconde la verità sui cibi che mangiamo, perché in definitiva la verità farebbe vendere di meno.

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