Non solo cibo: anche la cosmesi ora è Bio

Quando entriamo in un negozio di cosmetici biologici siamo investiti e anche lievemente storditi dall’odore intenso che emanano questi prodotti, che non assomiglia neanche lontanamente all’odore chimico delicato e quasi impercettibile che siamo abituati ad avvertire nelle profumerie tradizionali.

Ciò accade perché i cosmetici di origine biologica sono privi di sostanze chimiche e possiedono solo ingredienti di origine naturale, provenienti da agricolture biologiche. E questo è ciò che interessa di più alle donne italiane. Recenti ricerche diffuse da Cosmetica Italia nel corso dell’edizione 2015 di Cosmoprof di Bologna, affermano che il 62% delle donne italiane sceglie, per la cura della propria persona, la cosmesi biologica rispetto a quella tradizionale.

Le donne italiane, quindi, si recano più nelle erboristerie che nelle profumerie tradizionali e acquistano più prodotti di origine biologica di quelli tradizionali. Questo trend è il risultato, da una parte, di un aumentato rispetto verso l’ambiente e di una maggiore consapevolezza di ciò che si usa per la cura del proprio corpo; dall’altra, si tratta anche di una moda: oggi tutti acquistano e utilizzano prodotti biologici, personaggi famosi e non, e questo vuol dire essere “up to date”.

Lo stile alimentare vegetariano e vegano, con i vantaggi che ne deriverebbero per l’organismo umano, acquisito da un numero sempre più alto di adepti, ha influenzato moltissime persone e le ha spinte a una presa di coscienza su ciò che si acquista al supermercato e su ciò che si mangia. La cura della propria persona va di pari passo con l’alimentazione; la cosmesi biologica in fondo non è che nutrimento per la pelle del nostro corpo.

L’Italia è disseminata di industrie cosmetiche interamente green, dedicate al biologico, al cruelty free, alla sostenibilità, concentrate per lo più nel Nord della Penisola, che negli ultimi anni hanno dichiarato fatturati di tutto rispetto.

Ma quali sono i motivi per i quali le donne italiane scelgono la cosmesi biologica? Innanzitutto, i prodotti biologici non presentano nell’elenco degli INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè nell’elenco degli ingredienti) i derivati del petrolio, la paraffina, i conservanti, i siliconi, i parabeni e i coloranti sintetici, cioè una serie di sostanze chimiche che conferiscono a un cosmetico un tipo particolare di profumo, una certa consistenza al tatto, un determinato effetto una volta applicato sul corpo o su parti di esso.

Le industrie cosmetiche biologiche puntano all’utilizzo di materie prime al 100% naturali, spesso provenienti da agricolture a chilometro zero, coltivate secondo metodi che rispettano la natura. L’origine certificata e attestata delle materie prime (meglio se approvata da istituti come l’ICEA, l’Istituto per la Certificazione Ambientale) è un elemento importante nell’indice di gradimento e di scelta di certi prodotti delle donne italiane.




In secondo luogo, alle donne italiane sta a cuore il fatto che la produzione dei cosmetici venga attuata nel rispetto della terra, della fauna e della flora. Vengono privilegiati, quindi, prodotti che garantiscono l’assenza di test sugli animali e vengono rifiutate tecniche di fabbricazione che sconvolgono l’habitat naturale e deturpano il patrimonio ambientale del mondo in cui viviamo.

Da ultimo, i prodotti biologici possiedono una maggiore efficacia rispetto ai cosmetici tradizionali. Mentre le sostanze chimiche contenute in questi ultimi producono degli effetti non duraturi e potenzialmente dannosi per il corpo umano, le sostanze naturali dei prodotti biologici producono risultati sorprendenti e soprattutto non generano alcun danno, né allergie né reazioni cutanee.

Le industrie cosmetiche biologiche non si sono tirate indietro di fronte alla crescente domanda del mercato di prodotti naturali. Esse si sono sottoposte alle regole stabilite dall’ICEA per la definizione delle sostanze naturali che possono essere impiegate nelle realizzazione del prodotti e per la messa a punto dei metodi di coltivazione sostenibile delle materie prime. Le industrie hanno quindi convertito i vecchi metodi di produzione in tecniche all’avanguardia per la coltivazione biologica.

L’ICEA ha spinto le industrie a una maggiore responsabilizzazione nei confronti dell’ambiente; le ha esortate a essere più trasparenti nei confronti dei propri clienti, rendendo più esplicita la provenienza delle materie prime, i metodi di fabbricazione e di distribuzione. La trasparenza dell’origine delle materie prime e dei metodi di lavorazione contribuisce alla fidelizzazione dei clienti, i quali accordano più volentieri la propria fiducia a industrie che non falsificano l’origine delle materie prime usate nella creazione dei prodotti biologici.

L’azienda inglese Lush è un esempio di industria green che ha fatto del biologico il suo punto di forza. Conosciamo tutti i saponi solidi, le bombe per il bagno e le gelatine per la doccia, che sono prodotti realizzati a mano e preparati con materie prime naturali.

I prodotti Lush spiccano nel panorama della cosmesi biologica anche dal fatto che sono privi di confezione. L’azienda inglese ha volutamente rinunciato al packaging dei prodotti con lo scopo di ridurre l’impatto degli imballaggi delle confezioni sull’ambiente e per questo i prodotti si presentano così come sono, nudi, senza fingimenti, senza trappole, senza falsità.

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