Oxfam: l’1% degli italiani è in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale

Oxfam lancia Sfida l’ingiustizia una nuova campagna per agire con urgenza contro l’aumento vertiginoso della disuguaglianza, partendo da un primo passo: la messa al bando dei paradisi fiscali. Il continuo ricorrere da parte di super-ricchi e grandi multinazionali agli investimenti offshore è infatti uno dei fattori che sottrae alle casse degli Stati risorse essenziali per la lotta alla povertà e alla disuguaglianza.

Un’economia per l’1%, il nuovo rapporto di Oxfam diffuso oggi alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, descrive un mondo dove la crescente disuguaglianza economica ha impatti devastanti sulle persone meno abbienti e rischia di vanificare la lotta alla povertà globale. Un mondo in cui 62 super-ricchi possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione più povera. L’Italia non è da meno: i dati sulla distribuzione nazionale di ricchezza del 2015 evidenziano come l’1% più ricco degli italiani sia in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Significativo osservare anche come l’incremento della ricchezza dal 2000 al 2015 non si sia distribuito equamente: oltre la metà è andata a beneficio del 10% più ricco degli italiani.

“L’elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i Paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all’anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l’Italia”, spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia “Il governo italiano puo’ agire per porre fine all’era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l’obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perche’ le tasse siano pagate laddove l’attivita’ economica si svolge realmente. Per questo oggi Oxfam Italia – conclude- lancia Sfida l’Ingiustizia, una nuova campagna per dire ‘basta’ ai paradisi fiscali e rendere credibile l’impegno preso dai leader mondiali di eliminare la poverta’ estrema entro il 2030”.

“L’elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i Paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all’anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l’Italia”, spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia “Il governo italiano puo’ agire per porre fine all’era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l’obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perche’ le tasse siano pagate laddove l’attivita’ economica si svolge realmente. Per questo oggi Oxfam Italia – conclude- lancia Sfida l’Ingiustizia, una nuova campagna per dire ‘basta’ ai paradisi fiscali e rendere credibile l’impegno preso dai leader mondiali di eliminare la poverta’ estrema entro il 2030”.

Condividi questo articolo: 

AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie