Parto: le principali cause di mortalità materna

“Il nostro obiettivo è portare la mortalità per parto verso lo zero. Quando avviene un decesso dobbiamo essere certi che si sia trattato di un caso impossibile da prevedere e da gestire”, dichiara il Ministro della salute Beatrice Lorenzin in un’intervista al quotidiano la Repubblica.
Lorenzin il 7 gennaio ha inoltre annunciato di aver “fatto un piano nazionale sulla prevenzione e salute di donna e bambino con indicazioni per la prevenzione, il parto e la sicurezza di tutta le gestazione. Ora ho incaricato l’agenzia delle regioni, Agenas, di fare delle nuove linee guida sulla prevenzione delle complicanze in gravidanza”.

Intanto si pubblicano i dati che emergono da un sistema di sorveglianza attiva della mortalità materna coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal ministero della Salute. Il monitoraggio è stato effettuato in 8 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania Puglia e Sicilia) coprendo il 73% dei nati nel Paese. Secondo questi dati l’Italia è tra i Paesi con la più bassa mortalità materna al mondo. Sono state rilevate differenze di mortalità materna tra le regioni, tra immigrate e donne italiane, e in base al livello di istruzione. Altro aspetto evidenziato è che in Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Sicilia, il tasso di mortalità materna “è due volte più elevato tra le donne con un basso livello di istruzione rispetto a quelle con un titolo di studio superiore”.

Per l’Italia, il Gruppo Inter-agenzia per la Stima della Mortalità Materna (MMEIG) dell’ONU ha stimato un tasso pari a 4 decessi ogni 100 mila nati vivi, utilizzando i dati di registrazione di vita come base per la stima. La mortalità materna, stimata dal sistema di sorveglianza, è pari a 10 decessi ogni 100mila nati vivi con una forte variabilità regionale compresa tra 5 morti in Toscana e 13 in Campania. L’Italia registra un numero di morti materne pari a circa 50 decessi all’anno. Il ministero della Salute ritiene pertanto prioritario dotarsi “di un sistema di sorveglianza in grado di rilevare e valutare ogni morte materna attraverso indagini confidenziali per identificare eventuali criticità assistenziali o organizzative suscettibili di miglioramento e per ridurre i decessi evitabili stimati pari al 50% nei Paesi socialmente avanzati”.

Le principali cause di morte materna da complicazione ostetrica diretta sono: emorragie (52%); disturbi ipertensivi (19%); tromboembolismo (10%). Mentre le principali cause di morti indirette sono rappresentate da: disturbi cardiovascolari (36%); disturbi cerebrovascolari (21%); neoplasie (14%).

I risultati sono simili all’analisi globale pubblicata dall’OMS che ha trovato tra le principali cause di mortalità materna diretta: emorragie gravi (per lo più durante e dopo il parto) nel 27% dei casi, la pressione alta indotta dalla gravidanza per il 14%, e le infezioni per l’11%.
Il suicidio è risultato responsabile del 12% del totale delle morti materne nella sorveglianza italiana e per questo motivo l’ISS ha promosso un progetto di ricerca – intervento sulla maternità e paternità fragile e sulla prevenzione del disagio perinatale.

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