Pecoraro Scanio: le Politiche Agricole cambiano nome, no regali a industria ogm e TTIP

Alfonso Pecoraro Scanio risponde a Mattero Renzi che ha annunciato di voler cambiare denominazione al Ministero delle Politiche Agricole in Ministero dell’Agroalimentare.

“Il Dicastero dell’Agricoltura– dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, oggi Presidente della Fondazione UniVerde- deve avere al centro la tutela della biodiversità, la qualità dell’agricoltura e della imprenditorialità multifunzionale dei nostri agricoltori. Il riferimento all’agroalimentare non deve essere un trucco per facilitare una subalternità alle multinazionali del cibo e un’apertura così a Ogm e TTIP”. ” È necessario salvaguardare le conquiste di Slow Food e della multifunzionalità. Il rilancio del Made in Italy – continua Alfonso Pecoraro Scanio – si è ottenuto grazie alla difesa della tipicità e della biodiversità da parte dei nostri coltivatori, di associazioni come Slow Food di Carlo Petrini e della legge sulla multifunzionalità, sostenuta da importanti organizzazioni agricole”.

“A questo annuncio devono far seguito – conclude il Presidente della Fondazione UniVerde – concreti provvedimenti che aiutino gli agricoltori a migliorare le proprie capacità di trasformazione e commercializzazione di prodotti di qualità e misure che contrastino l’agropirateria e i tentativi di imporre Ogm, ormoni e altre pratiche dannose al nostro sistema agroalimentare, all’ambiente e alla salute, invise alla stragrande maggioranza e agli stessi consumatori”.

“Il passaggio al ministero dell’Agroalimentare è il nostro approdo naturale per valorizzare al massimo la spinta di Expo – ha commentato Martina – Stiamo parlando di un lavoro strategico per il Paese e sono contento che il 2016 possa essere fino in fondo l’anno di questa svolta utile”.

Quanto al protocollo d’intesa firmato oggi e intitolato “Diamo credito all’agroalimentare italiano”, l’accordo prevede come detto sei miliardi di euro di finanziamento al settore in tre anni come primo passaggio. “Vogliamo sostenere la crescita delle imprese e la creazione di nuova occupazione”, ha aggiunto Martina, ricordando come il protocollo sia finalizzato a sostenere “gli investimenti”, semplificando le procedure in un settore nel quale “occorrono conoscenze specifiche” e dove il governo con “la legge di Stabilità è intervenuto riducendo la pressione fiscale con le misure su Imu e Irap”. Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha affermato invece che il suo istituto è pronto a “mettere sul piatto” e con le necessarie condizioni, tutti fondi stanziati per i tre anni anche direttamente nei prossimi 12 mesi se “ci fossero 6 miliardi di domanda da poter cogliere in un solo anno. Questo settore può rappresentare il motore di crescita di questo Paese”.

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