Pneumatici ecologici, ecco i risultati della ricerca

Cosa si intende per “pneumatici ecologici”? Vengono definiti “ecologici”, “verdi” o “green” gli pneumatici ecocompatibili, realizzati con materie prime rinnovabili e biodegradabili. Ad esempio, le gomme al tarassaco di Continental, in cui la gomma tradizionale è stata sostituita dal tarassaco, quelle di Pirelli e Goodyear con la lolla di riso, che costituisce un materiale di scarto ricco di silice, utilizzato in sostituzione del nerofumo. Vengono definiti ecologici anche quegli pneumatici che consumano meno energia e consentono un risparmio di carburante grazie alla minor resistenza al rotolamento. Il primo pneumatico “amico dell’ambiente” è il Michelin Energy Saver commercializzato nel 1992.

Ma i pneumatici ecologici fanno davvero risparmiare carburante? I test svolti finora sui cosiddetti pneumatici ecologici non sembrano dimostrare che i pneumatici ecologici facciano risparmiare molto carburante e che consentano perciò di ridurre le emissioni di CO2.

Per esempio, nel test svolto da L’argus (rivista francese di automobilismo) sugli pneumatici ecologici, la differenza nel consumo di carburante tra un’auto con pneumatici verdi e le altre sarebbe di 0,33 l/100 km, perciò un automobilista che percorre 20.000 km in un anno risparmierebbe meno di 100 euro.

Finora, i risultati della ricerca in questo settore non sembrano rilevanti, tuttavia molte case produttrici portano avanti la sperimentazione per produrre pneumatici che abbiano una minor resistenza al rotolamento e conservino immutate le performance.

Se state per acquistare degli pneumatici, ma non intendete comprare gli “ecologici”, prestate comunque attenzione all’etichetta europea: per la valutazione del consumo di carburante le classi vanno dalla A (verde) alla G (rossa) e indicano rispettivamente quelli con un’efficienza energetica migliore e quella peggiore. Si è calcolato che tra gli pneumatici di classe A e G in un anno la differenza nel consumo di carburante è di circa 90 litri.

Dotarsi di vetture o pneumatici che siano “amici dell’ambiente” è importante, ma gli automobilisti possono comunque fare molto in maniera diversa, poiché il consumo di carburante dipende anche da altri fattori. Su alcuni non è possibile intervenire direttamente, ad esempio le condizioni delle strade oppure l’età del motore, il peso del veicolo ecc. Ma su altri è possibile farlo, ad esempio controllare l’efficienza meccanica della propria vettura e adottare uno stile di guida rispettoso dell’ambiente.

Ecco alcune regole della guida ecologica o eco-driving:

  • Guidare a velocità costante, senza frenate o ripartenze brusche, riduce in modo significativo il consumo di carburante.
  • Controllare la pressione degli pneumatici regolarmente, almeno ogni due mesi, poiché se la pressione di gonfiaggio è bassa, i consumi aumentano. Si calcola che le gomme influiscono per il 20% sul consumo di carburante delle automobili, e una pressione di 1 bar più bassa rispetto a quella consigliata sul libretto, fa aumentare i consumi dall’1% al 3%, che si traduce in maggiori emissioni di CO2.
  • Usare l’aria condizionata solo quando è assolutamente necessario.
  • Tenere i finestrini chiusi quando si viaggia a velocità elevata poiché anche un solo finestrino aperto aumenta il consumo di carburante.
  • Spegnere il motore durante le soste, anche al semaforo o a un passaggio a livello.
  • Eliminare dal veicolo ciò che non serve: il portapacchi o un carico inutile fa aumentare il consumo di carburante.
  • Sbarazzarsi dei dispositivi elettronici inutili che consumano energia e carburante.

Ricordatevi che con la guida ecologica risparmierete e contribuirete alla salvaguardia dell’ambiente.

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