Referundum Trivelle: Pecoraro Scanio, “vedremo con chi sta il popolo”

Si è tenuta oggi la Conferenza Stampa: “Referendum “No Triv”: si voti insieme al primo turno delle elezioni amministrative. Votare “Sì” al referendum per tutelare ambiente, turismo, pesca e futuro dell’Italia” cui hanno partecipato Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente; l’On. Serena Pellegrino Vice Pres. Commissione Ambiente Camera; On. Samuele Segoni e On. Filiberto Zaratti della stessa Commissione; Enzo Di Salvatore, Costituzionalista e autore dei quesiti referendari; Elio Lannutti, Presidente Adusbef; Carmen Di Penta, Direttore Generale Marevivo; Andrea Boraschi, Responsabile Campagna Clima e Energia Greenpeace; Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico Legambiente; Andrea Zaghi, Assorinnovabili e Gianluigi Parrotto, Presidente Air Group Italy.

Dopo la decisione della Corte Costituzionale di ammettere uno dei quesiti referendari riguardante la durata delle concessioni e la dichiarazione del Presidente del Consiglio di escludere l’election day, la Fondazione UniVerde insieme ad altre associazioni ambientaliste ha promosso l’incontro per chiedere ai Parlamentari di presentare una mozione che impegni il Governo all’accorpamento del voto referendario con il primo turno delle amministrative.

«Il voto positivo della Corte Costituzionale – ha spiegato Alfonso Pecoraro Scanio – , non era scontato, viste le pressioni notevoli esercitate dal Governo che in tutti i modi ha ostacolato la consultazione fino al punto di ottenere che una Regione decidesse prima di promuovere il referendum poi di sfilarsi e, addirittura, costituirsi, a favore del Governo, contro le altre regioni che invece erano favorevoli. I tentativi sono stati forti ma ho apprezzato la qualità del lavoro della Consulta».

«Il quesito referendario ci permette di realizzare – ha continuato l’ex ministro dell’Ambiente durante la conferenza stampa – per la prima volta in Italia un referendum sulle trivellazioni petrolifere e sulla strategia energetica del nostro Paese. Inoltre, consente di sviluppare un’iniziativa, che si è distinta soprattutto per l’emergenza territoriale, in una vera campagna a livello nazionale che dovrà coinvolgere non solo le nove regioni che già sono state protagoniste di questo referendum, ma anche le altre undici regioni mancanti sulle, e nelle, quali bisogna fare una particolare campagna referendaria».

«Da subito, avendo ben chiaro l’atteggiamento non collaborativo del Governo in tutta questa vicenda – continua Pecoraro Scanio durante il suo intervento – che ha accolto sostanzialmente solo tre dei sei quesiti, è necessario far partire sin da subito la campagna referendaria. Come ha detto il Presidente della Puglia, Michele Emiliano, il Governo non tenti adesso inutili leggi ammazza referendum, come già accaduto in passato, che sarebbero inaccettabili e intollerabili. Ieri Matteo Renzi al Senato ha detto: “Vedremo con chi sta il popolo”, anche per le trivellazioni deve essere lo stesso, a decidere devono essere i cittadini. Se sono chiamati ad esprimersi sulle proposte di Riforma a ottobre, devono avere il diritto di votare sul futuro energetico del nostro Paese a giugno».

«L’accorpamento del voto referendario con la tornata delle elezioni ammnistrative – conclude Pecoraro Scanio – meglio ancora se con il primo turno previsto per il 6 giugno, è motivato da ragioni economiche, soprattutto per un Governo che parla di spending review sarebbe strano che si raddoppiassero i costi per le consultazioni. In secondo luogo si faciliterebbe la partecipazione dei cittadini alle urne, evitando trucchi per non far raggiungere il quorum. È necessario tutelare infine anche il diritto all’informazione. La Rai avvii subito una campagna d’informazione corretta che permetta un confronto sul tema».

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