Sea Shepherd dichiara guerra ai bracconieri dell’Antartico

La nave della flotta di Sea Shepherd più temuta dai balenieri giapponesi, la M/V Bob Barker, sta per salpare per una nuova missione in difesa degli Oceani. La M/V Bob Barker è stata la protagonista di 6 campagne antartiche in difesa delle balene nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud e dell’ultima campagna in difesa del merluzzo dell’Antartico, Operazione Icefish, nella quale ha costretto alla resa, dopo un inseguimento record di 110 giorni, la famigerata nave bracconiera Thunder.

Durante l’estate 2015 ha preso parte alla campagna in difesa dei globicefali, Operazione Sleppid Grindini, alle Isole Faroe. Dal 31 gennaio la nave farà tappa a Venezia, dove saranno organizzate visite a bordo. Il Capitano Antonio Sueiras Zaurin è attualmente al comando della M/V Bob Barker che si prepara ad affrontare la sua nona campagna in difesa degli Oceani. Per il successo dell’imminente missione, Sea Shepherd ha bisogno del Vostro aiuto: è necessario, infatti, l’approvvigionamento di equipaggiamento tecnico, tra cui filtri antifumo, lampade, teloni, elettrodi, ecc. Per acquistare tutto il necessario occorrono 12.000 euro. L’equipaggio a bordo delle navi di Sea Shepherd è composto da volontari e tutti i fondi raccolti verranno interamente utilizzati per la campagna. Per consentire a tutti i sostenitori di agire in maniera diretta e dare il proprio contributo alla Causa, è stata creata una Campagna di raccolta fondi, alla quale è possibile aderire visitando questa pagina.

La cooperazione tra le autorità locali e internazionali, tra le quali Sea Shepherd e l’Agenzia di Polizia Internazionale Interpol, ha portato all’emissione di multe da record e pene detentive per le compagnie più coinvolte e per le persone fisiche che si celano dietro le operazioni di bracconaggio. Sea Shepherd ha continuato a monitorare i movimenti delle restanti navi illegali durante tutto l’anno ed è a conoscenza – fa sapere l’associazione -del fatto che due delle navi bracconiere ricercate dall’Interpol, la Viking e la Kunlun appunto, sono sfuggite alla giustizia. Queste due imbarcazioni saranno l’obiettivo della nuova campagna antartica appena partita (Operazione Icefish 2).

Simbolo e mezzo di questa seconda campagna è la nave Steve Irwin che, partita da Fremantle (Australia Occidentale) per l’Oceano del Sud, ha anche un secondo obiettivo: individuare la flotta baleniera giapponese, tornata quest’anno in Oceano del Sud in violazione della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia che il 31 marzo 2014 ha dichiarato illegali le attività di baleneria giapponesi.

In violazione anche della sentenza della Corte Federale Australiana di Sydney del 2008 (che ha emesso un’ingiunzione intimando ai balenieri di cessare la caccia nel Santuario dei Cetacei in acque Australiane e nel novembre 2015 ha multato la società che gestisce la flotta baleniera per un milione di dollari australiani) e del parere negativo dell’International Whaling Commission. Guidata dal Capitano Siddharth Chakravarty, Sea Shepherd difenderà le acque incontaminate dell’Antartico dai bracconieri, puntando a fermare le attività illegali nell’ultima grande area selvaggia del pianeta. Sea Shepherd utilizzerà “tattiche di azione diretta per riempire il vuoto di applicazione della legge che continua a essere sfruttato dalla flotta baleniera dei bracconieri giapponesi e dalle due rimanenti navi dedite alla pesca illegale del merluzzo dell’Antartico, la Viking e la Kunlun”, fa sapere l’associazione.

“Le terre di nessuno dell’Oceano del Sud sono minacciate e noi siamo l’unica forma di protezione della vita marina in queste regioni prive di normative. Oltre a offrire protezione diretta e immediata agli oceani, abbiamo intenzione di investigare e documentare le illegalità e lavorare assieme alle forze dell’ordine, ancora una volta, per collaborare e portare definitivamente a termine le indagini in corso in tutto il mondo”, dichiara il Capitano Chakravarty. Sea Shepherd invita i governi responsabili dell’applicazione delle leggi a protezione dell’Antartico a intervenire. “Sea Shepherd non deve essere lasciata da sola a difendere l’Oceano del Sud – dichiara il Capitano Alex Cornelissen, Ceo di Sea Shepherd Global – è tempo che i governi intervengano e intraprendano azioni serie per affrontare la questione del bracconaggio in Oceano del Sud”. Il direttore di Sea Shepherd Australia, Jeff Hansen, aggiunge: “L’Australia è stata elogiata per aver portato il Giappone davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, ma ora il governo deve assumersi la responsabilità dell’applicazione della legge inviando una nave che si opponga ai bracconieri di balene”.

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