Sì alla condivisione e al riuso della moda con ShareWear

Quando apriamo il nostro guardaroba vediamo solo un ammasso di abiti che vorremmo solo buttare? Allora non gettiamoli, ma condividiamo le loro foto sui social network per darli in prestito tramite ShareWear, ultimo esempio di moda sostenibile realizzato in questo periodo in Svezia.

Se prima ci liberavamo degli abiti gettandoli nei cassonetti della Caritas o consegnandoli nei punti vendita adibiti al riciclo di abiti usati, ora possiamo darli in prestito. Così fa ShareWear, progetto ideato da un gruppo di stilisti svedesi (Weekday, Nikolay D’Ètoiles, Filippa K, Hope, Whyred) contro lo spreco di indumenti, dal momento che, secondo recenti ricerche, vengono gettati nelle discariche circa un milione di tonnellate di vestiti: tutto materiale che potrebbe essere riutilizzato per fabbricare nuovi capi tessili.

Se prendiamo in prestito un libro in biblioteca e poi lo riconsegniamo, ora possiamo fare la stessa cosa con gli indumenti: non gettiamoli più, ma mettiamoli a disposizione di altre presone con il prestito.

La collezione di indumenti di ShareWear (giacche, pantaloni, maglie, abiti, scarpe, accessori) viene condivisa dagli stilisti sui social network, soprattutto su Instagram, e viene resa disponibile per il prestito. Quando il primo utente commenta una foto di un indumento, esso diventa in modo automatico il primo cliente che riceverà in prestito quell’indumento per una settimana. Allo scadere della settimana, l’utente dovrà pubblicare nuovamente la foto del capo e così sarà di nuovo disponibile per il prestito.

È un’idea che punta ad abbattere le enormi quantità di indumenti che ogni giorno gettiamo senza rendercene conto. È un’iniziativa ecologica che intende salvaguardare l’ambiente ed è un mezzo per non crollare sotto gli effetti negativi della crisi economica.

Così infatti dichiara Henrik Selin, capo del Dipartimento Interculturale dello Swedish Institue: «Lo scopo di ShareWear è ispirare un approccio più sostenibile al proprio guardaroba. Condividere i vestiti invece di buttarli fa bene non solo al portafoglio, ma anche all’ambiente. Se vuoi essere alla moda, condividila».

In Italia la collezione di abiti di ShareWear sarà promossa e indossata da due influencer della televisione e del mondo della moda: Filippa Lagerback, la quale indosserà un paio di jeans firmati Weekday, e da Paolo Stella, che indosserà una fantasiosa giacca di pelle a fiori griffata Nikolay D’Ètoiles.

Anche se i livelli di riciclo a cui è arrivata la Svezia sono difficili da raggiungere, l’Italia ha comunque mostrato in questi anni una maggiore sensibilità verso le tematiche del risparmio e del riciclo. Si sono diffusi sempre di più, infatti, i mercatini dell’usato online che non solo propongono l’acquisto degli indumenti a un prezzo ribassato, ma accettano anche lo swapping, lo scambio vero e proprio di abiti.

Ora con ShareWear riciclare gli abiti è diventato più facile e anche più divertente.

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