Tbc in guano storni: esperto, contagio rarissimo

Nelle feci degli storni, che ricoprono il manto stradale, puo’ annidarsi il germe della tubercolosi, il mycobacterium tubercolosis avio. A denunciarlo è l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori). Oltre a rendere scivolose le strade e a colpire i passanti, – spiega l’Aduc – gli escrementi degli storni possono contenere il mycobacterium tubercolosis avio, un ceppo parente del germe della tubercolosi umana, che e’ resistentissimo: essendo ricoperto da uno strato ceroso, puo’ rimanare mesi nelle feci che gli storni lasciano sulle strade e che una volta seccati, vengono polverizzati, trasportati dal vento e respirati dall’uomo insieme al batterio. Non solo: anche malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche possono essere presenti nel guano.

“La malattia da mycobacterium tubercolosis avio è un evento raro nell’uomo – spiega all’Adnkronos Salute Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) – e solo in casi fortemente immunocompromessi, come il caso di pazienti ad esempio con Aids o con fibrosi cistica. Ma se ci fossero stati già dei casi, il sistema di sorveglianza l’avrebbe segnalato e le Asl sarebbero corse ai ripari”. Ma come può avvenire il contagio tra il guano infetto e l’uomo? “Attraverso le vie aree, quando il guano si secca e, se polverizzato, viene liberato nell’aria – risponde Chirianni – ecco dunque che serve una attenta pulizia delle zone dove è più presente il guano. La stessa cosa può accadere anche nel caso di altre malattie che colpiscono i volatili presenti in città come ad esempio i piccioni; una – conclude – è l’ornitosi. Nell’uomo può provocare febbre, tosse, forti cefalee e, meno frequentemente, difficoltà respiratorie”.

Il mycobacterium avio puo’ provocare la tubercolosi nell’uomo, specie in soggetti debilitati e nei bambini che sono a minor distanza dal suolo. La soluzione sarebbe quella di una frequente pulizia delle strade e di avviare operazioni di contenimento della presenza degli storni.Lo scrivemmo nel 1998 al Sindaco di Roma di quell’ epoca, Francesco Rutelli. Sono passati ben 17 anni e tutto e’ come allora.

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