Traffico di specie protette e terrorismo, un giro d’affari da 20 miliardi di dollari l’anno

Il traffico illegale di wildlife, animali e piante, e dei loro prodotti derivati, secondo le stime dei massimi organismi che monitorano il fenomeno a livello mondiale, è dell’ordine di 20 miliardi di dollari l’anno. Uno studio della CITES e dell’INTERPOL spiega come le violenze sulla natura, oltre a creare un danno spesso permanente alla biodiversità del Pianeta, sono anche fonte di profitto per il terrorismo.

Il fenomeno del wildlife traffickinge delle sue connessioni con il finanziamento al terrorismo è talmente cruciale da essere stato inserito nell’ordine del giorno, su richiesta di Stati Uniti e Germania, del G7 riunitosi a Berlino nel marzo e novembre 2015. Proprio questi temi saranno affrontati giovedì 28 gennaio da Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato, Giovanni Salvi, Procuratore Generale di Roma e Raffaele Manicone, Direttore del Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato, il quale illustrerà il business delle specie rare.

Irene Davì e Marco Fiori presenteranno i dati CITES 2015 e illustreranno il calendario 2016 dedicato ai grandi primati, che saranno oggetto dell’intervento di Enrico Alleva, Direttore del Reparto di Neuroscienze comportamentali all’Istituto Superiore di Sanità di Roma. La Presidente di Jane Goodall Institute Italia, Daniela De Donno Mannini, parlerà della difesa di questi animali. I traffici e il terrorismo saranno pure l’oggetto dell’intervento di Andrea Crosta, Direttore di Elephant Action League. L’incontro che si terrà presso la Casa del Cinema a Roma il 28 gennaio 2016 dalle ore 15.00 sarà moderato da Antonello Velardi de Il Mattino.

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