Trivelle: Corte Costituzionale, via libera al referendum anti-trivelle

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle, ora la decisione passa ai cittadini: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.

I quesiti referendari proposti erano in tutto sei. In un primo tempo l’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione li aveva accolti tutti. Ma il governo ha introdotto una serie di norme nella legge di Stabilità che hanno messo mano alla materia, ribadendo il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia mare. La Cassazione ha dovuto quindi nuovamente valutare i referendum e a quel punto ne ha ritenuto ammissibile solo uno, il sesto: il quesito riguarda nello specifico la norma che prevede che i permessi e le concessioni già rilasciati abbiano la “durata della vita utile del giacimento”.

Ora c’è stato l’esame della Corte Costituzionale, che pure ha ritenuto ammissibile solo questo referendum, per l’abrogazione della norma. In un primo tempo le Regioni promotrici erano dieci, ma nei giorni scorsi l’Abruzzo ha scelto una diversa strategia e ha abbandonato la campagna referendaria.

“È la prima volta –  ha sdichiarato  il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – che le Regioni si collegano al fine di costruire identica condotta, basata su visione del futuro da realizzare in modo congiunto”. Il premier Matteo Renzi “dev’essere contento perché quando il popolo irrompe sulla scena della democrazia, chi è iscritto al Partito democratico dev’essere contento per definizione”. “La campagna referendaria contro le trivelle”, ha aggiunto, “comincia subito”.

Pecoraro Scanio: “Smacco per il Governo. Basta trucchi. Si voti con l’amministative”

“Nonostante pressioni e tradimenti – commenta Alfonso Pecoraro Scanio – messi in atto dal Governo per impedire il referendum, oggi la Corte Costituzionale ha dato via libera a un referendum No Triv. Si voti a Giugno con le amministrative. “In questi giorni – spiega Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente e oggi Presidente della Fondazione UniVerde – si è assistito a pressioni di ogni tipo da parte del Governo tanto che la Regione Abruzzo si è sfilata dalla richiesta di referendum e si è a costituita addirittura davanti alla Consulta contro le altre regioni, con un voltafaccia senza precedenti. Nonostante questi tentativi di sabotaggio, oggi la Corte Costituzionale ha dato via libera a un referendum No Triv. Molte regioni hanno già annunciato un ricorso per ottenere che almeno altri due quesiti referendari possano essere recuperati”.

“Occorre agire sin da subito – continua Alfonso Pecoraro Scanio – per la difesa del referendum perché il Governo cercherà, con altri inganni, di sottrarre in ogni modo ai cittadini la possibilità di votare sul futuro energetico del nostro Paese. Bisogna votare a Giugno, in contemporanea con le elezioni amministrative, in modo da ridurre i costi elettorali e il tentativo di ritardare il voto referendario con l’obiettivo di non far raggiungere il quorum”. “L’Italia – conclude l’ex Ministro dell’Ambiente – grazie alle scelte energetiche del 2007, e nonostante gli ostacoli dei successivi dei Governi pro nucleare e pro Triv, ha il record mondiale di produzione di elettricità da energia solare e di crescita delle rinnovabili. Pensare a investire ancora sulle trivellazioni petrolifere è un’assurdità si dal punto di vista ecologico ed economico”.

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