Evitare lo spreco di cibo ora è possibile grazie alle app per smartphone

Abbiamo mai pensato allo spreco di cibo che produce la nostra società ricca e sviluppata? No, non ci soffermiamo mai a pensarci. La scorsa edizione di Expo non a caso ha puntato i riflettori sul problema degli sprechi alimentari come una grande piaga della nostra contemporaneità.

In effetti è così. Nel mondo, infatti, come dichiara la FAO, ogni anno si sprecano circa 13 milioni di tonnellate di cibo. Un numero che impressiona e che deve far riflettere sulle nostre abitudini alimentari, soprattutto alla luce della diffusa malnutrizione. Sì perché, se da una parte c’è il mondo ricco e spendaccione che ha a disposizione quantità infinite di cibo, dall’altra ci sono paesi sotto-sviluppati che ancora combattono con la denutrizione. Dobbiamo quindi correre ai ripari.

La Francia, in particolare, ha avviato provvedimenti drastici in fatto di sprechi alimentari con una legge che prevede l’obbligo per i supermercati e per i ristoranti di fornire a enti benefici il cibo in procinto di scadere. L’Italia sta muovendo i primi passi sullo stesso fronte: la Camera dei Deputati sta infatti studiando una legge anti spreco, ma è necessario ancora un po’ di tempo affinché si eviti di gettare nelle pattumiere delle nostre case ancora tanto cibo. Nel frattempo, prima che i provvedimenti governativi entrino in vigore, a darci un aiuto su come ottimizzare al meglio le provviste nelle nostre case e a non farcele dimenticare nel frigorifero, arrivano delle applicazioni per smartphone progettate appositamente per questo. Qual è il modo migliore per non sprecare cibo? Ovviamente, condividerlo!

La prima a diffondersi è stata Partage ton Frigo, “condividi il tuo frigo”, app francese che dispone, in un frigorifero virtuale, i cibi che stanno per scadere pronti per essere raccolti dagli iscritti all’applicazione. Stessa fa Ratatouille, una delle prime app italiane creata sul modello francese. Altre app, come Ubo – Una Buona Occasione, NextDoorHelp, Lastminutesottocasa, mettono in contatto i negozianti, che elencano i prodotti in scadenza, e i clienti che raccolgono quei cibi direttamente nel negozio o a domicilio.

Anche la piattaforma SenzaSpreco si batte contro lo spreco. Promossa da un onlus toscana, SenzaSpreco permette ai negozianti di vendere a privati o a aziende prodotti alimentari in eccedenza che andrebbero direttamente gettati. BeeApp è una nuova applicazione nata da poco tempo che ha ricevuto un finanziamento di duecentomila euro da parte della Fondazione Telecom Italia, e così ha potuto avviare la raccolta delle segnalazioni di cibo in eccedenza dai reparti dell’industria alimentare e farli arrivare alle società caritatevoli.

La strategia di IFood Share e di Bring the Food si fonda sul diritto imprescindibile di ogni essere umano: quello di nutrirsi e di ricevere cibo. Contro lo spreco di 12, 3 miliardi di euro di cibo sprecato, le due piattaforme incoraggiano negozianti e rivenditori a offrire gratuitamente il cibo in eccesso nelle loro strutture e a metterlo a disposizione di chi ne ha più bisogno.

In questo momento di crisi economica come quello attuale, la FAO dichiara che in Italia lo spreco di cibo è diminuito del 57%: gli italiani acquistano al supermercato con un maggiore buon senso, controllano i prodotti in scadenza e consumano gli avanzi di cibo. Acquistano meno, ma acquistano meglio. Certamente sono dati che fanno pensare con più fiducia al futuro. Le applicazioni per smartphone contro lo spreco sono un’ulteriore incoraggiamento a non sprecare, a risparmiare e a ottimizzare al meglio le proprie risorse.

Quella dell’anti spreco è una battaglia anche per la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. Ogni anno, infatti, il ministero dell’Ambiente fa sapere che si emettono 13 milioni di tonnellate di Co2 per la produzione di cibo, la cui maggior parte inevitabilmente gettiamo.

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