I mulini ad acqua sotto il mare della Scozia

I fondali del Mare del Nord saranno ricoperti da mulini ad acqua sottomarini. È ciò che sta elaborando la Atlantis Resources, azienda scozzese all’avanguardia nel settore delle energie rinnovabili, con il progetto “MeyGen”, che consiste nella costruzione in fondo al mare di 269 turbine a pale, simili a quelle eoliche, per la produzione e la diffusione di energia elettrica sfruttando la potenza del mare e delle maree.

L’impianto sottomarino sarà installato a nord della Scozia, nel Pentland Firth, un canale che separa la Scozia dalle Isole Orcadi, area già interessata dalla presenza di piattaforme petrolifere offshore. In questi giorni il saliscendi dei prezzi del petrolio greggio sta mettendo in difficoltà le multinazionali produttrici che ora sono alla ricerca di fonti alternative di energia e di guadagno.

Sulla scia di altri progetti-pilota in Francia e nella Corea del Sud, il piano “MeyGen” ha visto la luce nel 2011, quando l’Atlantis ha intrapreso dei sopralluoghi al largo della Scozia per valutare l’eventuale costruzione degli impianti. La zona del Pentland Firth si è rivelata molto adatta allo scopo, grazie alla giusta profondità delle acque, alla facilità di accesso all’impianto e all’alta frequenza delle maree, la cui velocità, in questo punto, può arrivare anche a 29 chilometri orari.

Già alla fine del 2016, ha annunciato l’Atlantis, saranno operative 61 turbine che daranno elettricità a 42.000 abitazioni; a impianto ultimato, i megawatt di energia forniti saranno 400 per 175mila abitazioni. È un piano ambizioso destinato a un crescente sviluppo: entro il 2020, infatti, l’Atlantis si impegna a soddisfare completamente il fabbisogno elettrico nazionale e entro il 2030 pensa di convogliare metà dell’energia prodotta dalle turbine nel riscaldamento e nei trasporti.

I finanziamenti di “MeyGen” ammontano a un miliardo e 300 milioni di euro, una cifra consistente, ma il ministro dell’Energia della Scozia ha ribadito l’importanza di questo progetto per tutto il Regno Unito nel campo delle rinnovabili: «Lo sviluppo di Pentland Firth porta la nostra ambizione a un livello superiore e cementa ulteriormente la reputazione della Scozia come leader mondiale nella distribuzione di tecnologia delle energie rinnovabili».

A uno studio attento, “MeyGen” presenta vantaggi e svantaggi, soprattutto in relazione all’impatto sull’ambiente. Se da un parte si prevedono alti costi di costruzione e di manutenzione, difficoltà nel traportare energia elettrica dai fondali marini alla terraferma, da un’altra le turbine sottomarine hanno il vantaggio di rendersi invisibili all’occhio umano sulla superficie del mare, poiché si collocano sui fondali e quindi non disturbano la vista del paesaggio acquatico. In secondo luogo, ci sono l’acqua del mare, che è più potente dell’aria e dà più velocità alle pale delle turbine, e la potenza delle maree, molto frequenti nelle zone del Mare del Nord.

Al di là dei punti deboli del progetto, che si punta a superare ben presto, la Scozia non è alle prime armi nella costruzione di impianti in alto mare e potrà quindi fare fronte in modo efficace agli eventuali problemi. Il progetto, comunque, sta riscuotendo molto successo tra le aziende del settore energetico: ciò su cui si punta è il potenziamento dell’impatto zero sull’ambiente e la produzione e la diffusione di energia pulita.

Tim Cornelius, amministratore delegato della Atlantis Resources, non frena il suo entusiasmo: «Oggi stiamo assistendo alla trasformazione di un settore. ‘MeyGen’ rappresenta uno degli sviluppi delle energie rinnovabili più interessanti e innovativi al mondo, segna il tanto atteso arrivo della generazione energetica dalle maree come un serio giocatore su larga scala nei mercati energetici mondiali».

La sfida alla ricerca di energie alternative, di fronte alle altalene dei prezzi del petrolio greggio, si sta facendo sempre più urgente. Il piano dell’Atlantis è all’avanguardia poiché darà l’avvio alla produzione di energia elettrica sostenibile, con al centro l’acqua che, a differenza del petrolio, si pensa (e si spera) durerà ancora per un po’ di tempo.

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