Pericolo per il lupo: sarà ucciso legalmente?

Sembra un paradosso: da quando le uccisioni sono diventate legali, direte voi? E per di più del lupo, specie protetta e animale a rischio di estinzione? Questo è ciò che si teme in vista della Conferenza Stato-Regioni che si terrà entro il prossimo mese di marzo.

Il “Piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo”, messo a punto dall’Unione Zoologica Italiana per conto del Ministero dell’Ambiente, si apre con belle parole: «Il lupo rappresenta un elemento fondamentale degli ecosistemi naturali e la conservazione di questa specie comporta un beneficio per tutte le altre componenti ambientali ad essa interrelate». Ciò che intende progettare il Ministero riguarda una realtà più brutta: legalizzare l’uccisione di sessanta lupi all’anno.

Il WWF si è mostrato immediatamente contrario a questo provvedimento. Ha lanciato, infatti, la petizione “#SosLupo” e il direttore generale dell’associazione in difesa della natura, Gaetano Benedetto, ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente in cui illustra i punti deboli del provvedimento.

Nonostante sia una specie protetta, dai report del WWF si sa che ogni anno vengono uccisi con il bracconaggio circa trecento lupi. Si abbattono con le armi da fuoco, si strangolano crudelmente con i lacci metallici e vengono avvelenati. Il lupo rappresenta un potenziale predatore per gli animali di allevamento e per l’agricoltura e per questo è un problema, ma, secondo il WWF, con il “Piano” che il Ministero vorrebbe avviare si legalizzerebbe una caccia incontrollata al lupo.

Infatti, ha dichiarato il WWF, «è come tornare indietro di settanta anni, quando il lupo era considerato una specie nociva». Negli anni passati il WWF, grazie a numerose campagne di informazione e di sensibilizzazione per la protezione del lupo, è riuscito a far tornare questo animale in Italia, sia sulle Alpi che sull’Appennino, e a far approvare la legge a sua protezione. Ora, con il progetto del “Piano”, tutti gli sforzi portati avanti in questi anni potrebbero andare in fumo.

Accordare alle Regioni la facoltà di uccidere i lupi è controproducente, sia per la specie sia per gli allevatori e gli agricoltori, dal momento che si favorirebbe la loro dispersione, poiché essi, non avendo più la guida del branco, vagherebbero senza meta per le foreste e sarebbero più propensi alle razzie negli allevamenti e nelle coltivazioni. Infine, si giungerebbe a una situazione fuori controllo: come si distinguerebbero le soppressioni “legali” da quelle illegali? Non ci sarebbe distinzione, afferma il WWF, e ciò rappresenta un grave rischio poiché la lotta al bracconaggio resta una priorità.

L’Associazione del Panda propone altre soluzioni. Innanzitutto, si deve continuare a proteggere il lupo e a combattere il bracconaggio; in secondo luogo si devono pianificare dei provvedimenti per contenere le possibili azioni predatorie di questi animali, installando, per esempio, dei recinti elettrificati fissi e mobili, implementando la sorveglianza del pascolo con buoni cani da guardia di razza pastore abbruzzese-maremmano per ridurre il più possibile i rischi.

È necessario da una parte proseguire nella diffusione della campagne di informazione per la protezione del lupo e dall’altra combattere il randagismo dei cani, poiché gli esemplari ibridi nati dagli accoppiamenti tra i lupi e i cani randagi, essendo diventati più selvatici, potrebbero essere la causa degli attacchi e delle stragi ai capi di bestiame.

Le azioni che il WWF intende adottare riguardano da un lato la protezione dei lupi e da un altro la salvaguardia delle attività economiche con l’attuazione di piani di risarcimento dei danni subiti. Il “Piano” del Ministero, invece, sembra una soluzione sommaria e molto superficiale alla questione della presenza dei lupi nel Paese, con il risultato di assecondare solo le richieste da parte di allevatori e agricoltori. Quella del Ministero è una miserevole soluzione, da respingere fermamente. Sosteniamo il WWF e firmiamo la petizione #SosLupo.

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