Virus Zika è emergenza internazionale

Il virus Zika nella sua fase acuta è presente nel sangue e quindi è possibile che sia anche nello sperma. E’ raro, ma potrebbero esserci altri casi come quello segnalato a Dallas dai Cdc americani, su cui però dovrebbero essere fatti approfondimenti. E’ possibile quindi che una persona che ha viaggiato nei Paesi colpiti da Zika possa al ritorno trasmettere, durante un rapporto sessuale, il virus al partner. La raccomandazione è di astenersi per alcuni giorni dall’attività sessuale”, dal momento che la viremia dura poco. Lo spiega all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Sulla possibilità che anche viaggiatori italiani siano colpiti dal virus Zika, Rezza ricorda che “già lo scorso anno l’Iss ha segnalato il primo caso a marzo: un connazionale tornato dal Sud America. Quindi siamo pronti a fare diagnosi mirate. Lo stesso ministero della Salute ha diramato una circolare, ma nel 2015 aveva già inserito il virus Zika tra quelli seguiti dagli studi epidemiologici”.

Mentre sulla possibilità di un vaccino il direttore del Dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate dell’Iss è chiaro: “Non si produce un vaccino in un giorno, ci sono ricercatori che ci stanno lavorando e – conclude – qualcosa inizia a muoversi”.

Il 1° febbraio 2016 si è tenuta, in teleconferenza, la prima riunione del Comitato di Emergenza (CE), convocata dal Direttore Generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI 2005), relativa al cluster di casi di microcefalia e altri disturbi neurologici occorsi in alcune aree affette dal virus Zika. Il Segretariato dell’OMS ha informato il Comitato sui cluster di microcefalia e sindrome di Guillain-Barré (SGB) che sono stati, momentaneamente, associati alla trasmissione del virus Zika. Al Comitato sono stati forniti dati aggiuntivi sulle attuali conoscenze sul virus Zika, sulla sua diffusione, sulle manifestazioni cliniche e sull’epidemiologia della malattia.

I seguenti Stati hanno fornito informazioni su una potenziale associazione tra microcefalia e/o disturbi neurologici e malattia da virus Zika: Brasile, Francia, Stati Uniti d’America, e El Salvador.

Il Comitato ha informato che il recente cluster di casi di microcefalia e altri disturbi neurologici riportati in Brasile, successivo a un cluster simile in Polinesia Francese nel 2014, costituisce una Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale (ESPRI).

Trasmissione del virus Zika
1. Deve essere rafforzata la sorveglianza dell’infezione da virus Zika, con la diffusione della definizione di caso e della diagnostica nelle aree a rischio.
2. Deve essere prioritario lo sviluppo di nuovi strumenti per la diagnosi dell’infezione da virus Zika per facilitare le misure di sorveglianza e controllo.
3. Deve essere potenziata la comunicazione del rischio nei paesi con trasmissione del virus Zika per far fronte alle preoccupazioni della popolazione, per accrescere il coinvolgimento della comunità, per migliorare le segnalazioni e garantire l’applicazione delle misure di protezione personali e quelle per il controllo dei vettori.
4. Devono essere fortemente promosse e implementate le misure per il controllo del vettore e le adeguate misure di protezione personali per ridurre il rischio di esposizione al virus Zika.
5. Si deve garantire alle donne in età fertile e soprattutto alle donne in gravidanza di ricevere le informazioni e i materiali necessari per ridurre il rischio di esposizione.
6. Le donne in gravidanza, che sono state esposte al virus Zika, devono essere informate e seguite fino alla nascita, sulla base delle migliori informazioni disponibili, delle procedure e delle politiche e nazionali.

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