Virus Zika come Ebola, Obama: 1,8 mld di dollari per contrastare l’emergenza

Barack Obama chiederà ufficialmente al Congresso 1,8 miliardi di dollari fondi per cercare di prevenire e contrastare l’emergenza del virus Zika. Il rischio che il virus Zika possa diffondersi negli Usa ha spinto il Centro operazioni d’emergenza dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani ad alzare l’allerta al livello 1, il più alto. In altre tre occasioni era stato attivato lo stesso livello: per l’Ebola lo scorso anno, per l’influenza H1N1 nel 2009 e dopo l’uragano Katrina.

Gli esperti – riporta la rete televisiva ‘Abc’ – hanno motivato la decisione con “la necessità di accelerare il lavoro degli specialisti e concentrarsi in modo efficiente nella prevenzione della trasmissione del virus Zika”. I Cdc lavoreranno su più fronti per fermare il virus, compreso lo sviluppo di diversi test per diagnosticare la malattia e l’avvio di studi per capire se la presenza di Zika nell’organismo delle donne incinte è collegata allo sviluppo della microcefalia dei bambini, nonché per far luce sul possibile link con la sindrome di Guillain-Barré.

Inoltre, gli specialisti continueranno la sorveglianza del virus negli Stati Uniti per identificare un eventuale focolaio nella fase iniziale e infine forniranno aiuto a Paesi già colpiti come Porto Rico, Brasile e Colombia.

“Presenteremo una proposta legislativa al Congresso per finanziare sia la ricerca sui vaccini e la diagnostica ma anche per programmi di salute pubblica – ha aggiunto Obama – ma non bisogna entrare nel panico, non si tratta di qualcosa per cui la gente può morire, ma deve essere presa molto seriamente”. In particolare, il presidente americano ha sottolineato che le autorità sanitarie devono anche determinare l’esatto collegamento tra il virus e malformazioni dei neonati, ma comunque ha ribadito che “sembra che rischi significativi vi siano per le donne in gravidanza o che stanno considerando di avere un bambino”.

La maggior parte dei fonti richiesti dalla Casa Bianca, quasi 1,5 miliardi di dollari, saranno destinati al dipartimento della Sanità e trasferiti ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). Uno stanziamento di 200 milioni di dollari andrà alla ricerca per i vaccini, mentre altri 250 milioni saranno destinati a Puerto Rico dove è stata dichiarata l’emergenza dopo che si sono registrate 22 infezioni.

Sono previsti anche 335 milioni per l’U.S. Agency for International Development, l’agenzia di cooperazione allo sviluppo, e 41 milioni al dipartimento di Stato per aiuti ai Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia. Stando alle stime della fine della scorsa settimana, negli Stati Uniti si sono registrati 51 casi, con infezioni contratte all’estero in tutti i casi tranne uno, registrato in Texas, dove si è avuta un’infezione per via sessuale.

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