Biotech Trentino con Happy Frizz aderisce a Meno Rifiuti più Risorse

Biotech Trentino, azienda produttrice del Gasatore domestico a marchio Happy Frizz è la prima azienda che aderisce all’iniziativa “Meno rifiuti più risorse in 10 mosse” che si rivolge alle aziende dei beni di largo consumo, e della distribuzione per chiedere un’offerta più sostenibile di beni progettati secondo i principi dell’eco-design.

“Ci siamo quindi chiesti come alleggerire ulteriormente il packaging della nostra bombola – spiega Elisa Buffa di Biotechh Trentino – e abbiamo sostituito l’involucro di polietilene con un collarino in cartone riciclato dove inserire i nostri plus e non solo. Abbiamo deciso inoltre di contribuire alla diffusione dell’iniziativa e sua petizione attraverso i nostri canali istituzionali e social media perché le sfide ambientali si possono affrontare in modo efficace solamente con azioni comuni e collaborazioni trasversali che coinvolgano aziende, istituzioni e società civile”.

La campagna è stata lanciata nel 2012 dall’Associazione Comuni Virtuosi come iniziativa a lungo termine per trovare una soluzione ad una problematica che i Comuni ben conoscono: la produzione, di rifiuti economicamente non valorizzabili, anche tra le tipologie raccolte separatamente.

Per quanto concerne gli imballaggi sono in costante aumento le tipologie difficilmente riciclabili come i poliaccoppiati o gli imballaggi di plastica che non trovano ancora sbocchi commerciali e finiscono nel flusso delle delle plastiche miste che vengono per lo più termovalorizzate. Studi ed indagini effettuati da più parti hanno confermato, anche recentemente, che l’80% dei costi di gestione degli imballaggi a fine vita è a carico degli enti locali e dei cittadini. Se pensiamo che l’80% dell’impatto ambientale ed economico di un prodotto viene definito proprio nella fase di progettazione è evidente che l’eco-design può contribuire a prevenire la creazione di disvalore nella filiera del recupero a fine vita degli imballaggi e dei beni.

“Con la prima delle dieci mosse chiediamo alle aziende di adottare un approccio di progettazione sistemico – spiegano dall’Associazione – che guardi alla totalità del sistema produttivo e al contesto in cui il prodotto viene inserito spostando quindi il focus di progetto dal mero prodotto finito alle relazioni di filiera ,come flussi e connessioni, e con il territorio.” I prodotti circolari non producono scarto a fine vita poiché vengono metabolizzati nel ciclo biologico o tecnico dei materiali e sono prevalentemente costituiti da materia post consumo proveniente da cicli produttivi precedenti, in un utilizzo a cascata.”

Per affrontare in modo efficace problematiche ambientali dai risvolti oramai drammatici come il riscaldamento climatico, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la crescente produzione di rifiuti e lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, urge passare ad un’economia più circolare e rigenerativa, che mantenga il valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile, invece di sprecarli in un percorso lineare: estraggo-produco-uso e getto. Non è pensabile, secondo l’Associazione Comuni Virtuosi, ridurre drasticamente emissioni climalteranti e consumo di risorse, senza mettere a regime, e su larga scala, modelli di consumo a spreco zero e basati sul riuso e la condivisione dei beni.

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