Cannabis, la Consulta: “La coltivazione per uso personale resta punita penalmente”

La coltivazione di cannabis per uso personale resta punita penalmente. E’ questa, la decisione della Corte Costituzionale che oggi si e’ pronunciata sull’argomento, stabilendo . La Consulta ha infatti dichiarato non fondata la questione di legittimita’ costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale. La decisione e’ riferita all’articolo 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed e’ stata assunta nel solco delle precedenti pronunce in materia. La decisione e’ stata assunta in camera di consiglio; il giudice relatore era Giuseppe Frigo.

La questione era sorta in seguito a un’ordinanza emanata appunto dalla Corte di appello di Brescia, che aveva posto alla Consulta “la questione di legittimità costituzionale” delle disposizioni nella parte in cui vengono escluse alcune “condotte”. In particolare, si faceva eccezione, tra quelle “suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente”, per “la condotta di coltivazione di pianta di cannabis, in relazione ai principi di ragionevolezza, uguaglianza e di offensività, quali ricavabili dagli articoli 3, 13, comma secondo, 25, comma secondo e 27, comma terzo, Carta Costituzionale”.

“La sentenza della Consulta non ci stupisce” dicono Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che aggiungono: “È la conferma del fatto che la legalizzazione della cannabis – anche se non appare più come un risultato impossibile – è ancora un obiettivo il cui raggiungimento è pieno di ostacoli”.

“Per queste ragioni non ci fermeremo -annunciano- e anzi, rilanceremo con più forza le nostre iniziative antiproibizioniste: tra qualche settimana saremo di nuovo in strada per raccogliere le firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis. E già domani sarà online una petizione rivolta al Parlamento europeo per chiedere di assumere politiche comuni sulle droghe. E ancora, promuoveremo iniziative di disobbedienza civile diffusa. Insomma, sarà una primavera antiproibizionista”.

Nel frattempo in Gran breatagna la  Cannabis viene legalizzata: 1 miliardo di sterline di tasse in piu’ ogni anno.

La legalizzazione delle vendite di cannabis in specifici negozi porterebbe ad un aumento di introiti fiscali di 1 miliardo di sterline ogni anno e ridurrebbe i danni per consumatori e per la societa’, secondo alcune proiezioni più dettagliate, mai elaborate in precedenza per la liberalizzazione delle leggi sulla droga nel Regno Unito.

Lo studio, che è stato effettuato da un gruppo di esperti tra cui scienziati, accademici e capi di polizia, chiede che il Regno Unito segua l’esempio di alcuni Stati degli Usa e consenta la vendita di cannabis a chi ha piu’ di 18 anni in negozi al dettaglio autorizzati alla bisogna.
Le conclusioni del rapporto potrebbero essere la base per una nuova politica sulla droga che il partito Liberaldemocratico sta preparando, e che si prevede di cominciare la discussione nella conferenza di primavera che prendera’ il via questa settimana.

Questo quanto viene proposto:
– Gli adulti potrebbero acquistare cannabis da specifici negozi muniti di autorizzazione come se fossero delle farmacie, cosi’ come avviene oggi nei dispensari di marijuana che sono in Oregon e Colorado.

– La coltivazione legale di marijuana sarebbe altrettanto legale per uso personale e in piccoli social club autorizzati, le cui norme vanno stabilite. Nel contempo i marchi, la promozione e la pubblicita’ dei prodotti a base di cannabis dovrebbero essere vietati.

– Il prezzo, la potenza e il confezionamento di tutta la cannabis in vendita dovrebbe essere sotto il controllo del Governo, con una nuova agenzia che dovrebbe controllare il mercato. Il prezzo sarebbe sproporzionato verso l’alto per non favorirne la diffusione e le vendite in forma piu’ nociva.

– Sia i produttori che i venditori saranno tassati, facendo aumentare gli introiti fiscali tra 500 milioni e 1 miliardo di sterline ogni anno. Tuttavia, a differenza di alcuni Paesi che hanno legalizzato la cannabis, lo studio non si esprime a favore degli introiti fiscali per trattamenti farmacologici, prevenzione e riduzione del danno.

– Una nuova agenzia sara’ istituita per controllare il mercato, modellata sulle autorita’ tipo Ofgem e Ofwat (ndr: rispettivamente autorita’ per la regolamentazione del mercato energetico e di quello idrico).
Secondo gli esperti di questo studio, la legalizzazione dovrebbe ridurre i crimini legati alle droghe e mitigare gli effetti dei danni che le droghe provocano sui consumatori.

Lo studio e’ stato avviato l’anno scorso dall’ex-ministro liberaldemocratico della Salute, Norman Lamb, ed e’ stato diretto da Steve Rolles, della Transform Drug Policy Foundation. Allo studio vi hanno partecipato anche Mike Barton, capo della polizia di Durham Constabulary, il professore David Nutt, ex-presidente del Advisory Committee on the Misuse of Drugs, e Niamh Eastwood, direttore esecutivo di Release che si occupa di assistenza sulle droghe. Nel rapporto, gli autori sostengono di non occuparsi dei danni della cannabis -legalizzazione e regolamentazione e’ la via migliore per ridurre i danni.

“La politica sulle droghe si e’ sempre orientata sugli aspetti politici ed ideologici, ignorando quelli scientifici, di salute pubblica e sociali”, scrivono nel rapporto. “Siamo pienamente consapevoli dei danni per la salute connessi al consumo di cannabis, ma sosteniamo che una politica razionale deve gestire pragmaticamente la realtà dei consumi nella sua forma attuale, piuttosto che tentare di sradicarla utilizzando norme punitive”. Questo e’ stato un approccio che, “per quanto ispirato da buone intenzioni, ha storicamente dimostrato di essere inefficace e controproducente”.

Mr Rolles dice che la realta’ e’ quella di milioni di persone che consumano cannabis tutti i giorni, e, da parte del Governo, non emerge “una necessità urgente di prendere il controllo del commercio levandolo alla malavita e ai venditori clandestini”. “La regolamentazione legale oggi in vigore in Colorado e Washington, sta dando buoni risultati, e potrebbe estendersi per tutti gli Usa nei prossimi anni”.

Ma altri esperti in materia di droga sono meno entusiasti. Harry Shapiro dell’organizzazione caritatevole DrugWise, sostiene che, pur se la depenalizzare della cannabis e del possesso di piccole quantità di droga e’ un fatto positivo, eventuali ulteriori iniziative dovrebbero essere prese solo con cautela. “Ci sono forti motivazioni per essere prudenti e vedere cosa succede altrove prima di prendere decisioni in questo Paese”. Questo studio mette in evidenza che il Liberaldemocratico sia il primo partito britannico a pronunciarsi a favore della legalizzazione.
Nelle ultime elezioni, il Green Party aveva chiesto che la Royal Commission rivedesse la classificazione delle droghe, financo a prendere in considerazione la legalizzazione del consumo.

Tim Farron, leader dei Liberaldemocratici, sostiene di essere convinto che il divieto della cannabis e’ fallito. “E’ necessario un nuovo, piu’ pratico approccio e considero positivamente questo rapporto per il dibattito nella nostra conferenza di primavera”. “E’ uno spreco di tempo quello della polizia per andare dietro ai giovani che consumano cannabis e sono ridicole le condanne penali che vengono inflitte loro, e che possono anche danneggiare la loro futura vita”.

“Un mercato legale ci consentirebbe di avere un maggiore controllo sul tutto, e farebbe aumentare considerevolmente il gettito fiscale”.
“Ho sempre sostenuto che dobbiamo avere un approccio realistico che ci porti alla riforma della legge sulla droga, e questo rapporto deve essere preso sul serio. La Gran Bretagna deve smetterla con questa guerra alla droga, ormai fallita. Lo status quo provoca un danno enorme e abbiamo urgente bisogno di una riforma”.

(articolo di Oliver Wright, pubblicato sul quotidiano The Independent del 08/03/2016)

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