Elettrodomestici: le classi di efficienza energetica

L’importanza della scelta di un elettrodomestico. La maggior parte dell’energia consumata per alimentare le nostre abitazioni dipende dall’uso degli elettrodomestici. Solo il 25%, infatti, dell’energia spesa nella conduzione di un appartamento deriva dall’utilizzo dell’acqua calda sanitaria e dell’illuminazione. Non è, pertanto, con la sostituzione delle lampadine che si riesce a tagliare la bolletta. E’ soprattutto con la scelta degli elettrodomestici e delle loro caratteristiche che riusciamo a controllare realmente i costi.

La targhetta energetica. Per quello che riguarda le prestazioni energetiche di un elettrodomestico, è possibile ottenere le informazioni più importanti semplicemente leggendo la targhetta energetica identificativa di ogni apparecchio, che riporta i dati più importanti, e comprende anche la classe energetica di appartenenza. Questo indice deriva dalla somma di tutti i consumi in termini di elettricità e di acqua propri dell’apparecchio in questione. A seconda delle funzioni specifiche dell’elettrodomestico possono venire incluse anche caratteristiche quali il volume, la capacità di carico, la capacità di centrifuga e di asciugatura. In ogni caso, anche se un elettrodomestico risulta efficiente da un punto di vista energetico, bisogna comunque seguire alcuni accorgimenti per ottenere elevati risparmi sul costo della bolletta.

Le classi energetiche. La direttiva europea che dal 1992 stabilì il sistema dell’etichettatura per definire la classe di efficienza energetica dimostrò come non tutti gli elettrodomestici sul mercato consumino allo stesso modo. Le classi energetiche definite dalla normativa andavano dalla lettera A, che definiva il livello più efficiente, alla lettera G, che definiva quello più scadente. Successivamente all’uscita della direttiva, i sempre minori consumi determinati dall’avanzare delle tecnologie hanno reso necessario aggiungere delle classi superiori. Nel 2010 vennero, per questo motivo, aggiunte la A+, la A++ e la A+++. Esistono notevoli differenze tra un elettrodomestico di classe A e uno di classe A+, tanto che, in certi casi, si potrebbero addirittura declassare elettrodomestici inseriti nella classe A. Un apparecchio di classe A+++, infatti, arriva a consumare fino al 50% in meno in confronto ad uno della classe A. Il senso del segno + dipende dalle funzioni specifiche di ogni apparecchio e può variare caso per caso. Nel caso dei frigoriferi e dei congelatori, risulta particolarmente importante la decisione delle prestazioni energetiche: scegliendo, infatti, una classe A+++ i consumi possono arrivare ad un 60% in meno rispetto a quelli di una classe A. Il sito www.monclick.it è altamente specializzato nella vendita di frigoriferi, nella sua pagina dedicata infatti è possibile trovare tutti i prodotti dei marchi più conosciuti del settore con le migliori prestazioni, appartenenti quindi alle classi energetiche più elevate. Parlando, invece, di lavatrici e lavastoviglie, le differenze tra una classe e l’altra sono più contenute. Tra la classe più alta e la ormai superata classe A il risparmio sui consumi si aggira attorno al 30%. A causa di queste differenze ai produttori di elettrodomestici è stata vietata la produzione di frigoriferi e congelatori con efficienze energetiche inferiori alla A+ e inferiori alla A per quanto riguarda le lavatrici e le lavastoviglie.

I cambiamenti negli anni delle targhe energetiche. Il 2015 ha decretato l’obbligo di apporre le targhe energetiche anche su elettrodomestici che fino al quel momento erano esenti da obbligo, tra cui i forni, sia elettrici che a gas, e le cappe di aspirazione. Dallo stesso anno, tutte le apparecchiature dedicate alla diffusione della rete internet (decoder, modem e stampanti), vengono prodotte con una particolare tecnologia di risparmio di energia durante il loro stato di stand by. Le nuove etichette apposte sugli elettrodomestici riportano, rispetto alle prime che venivano esposte, informazioni molto più dettagliate. Oltre all’indice di prestazione energetica stagionale SEER, indicano anche lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale. Riportano, inoltre, anche il consumo annuo di energia in kWh annuali per l’impianto di riscaldamento e raffreddamento e i livelli di potenza sonora in dB delle varie unità esterne ed interne.

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