Falso olio Igp Toscano: sequestrati 200 quintali proveniente dalla Puglia

La procura di grosseto ha sequestrato circa 200 quintali sequestrati con 47 persone raggiunte da informazioni di garanzia (commercianti e titolari di frantoi) per frode in commercio e contraffazione di olio Igp.

L’indagine ha preso avvio lo scorso anno e si è avvalso di controlli documentali e su strada, oltre a servizi di osservazione e a interrogazioni del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), a escussione di persone informate dei fatti e all’analisi del DNA dell’olio, utilizzata in sede di indagini agroalimentari solo di recente, ma che è l’unica in grado di caratterizzare in maniera inequivocabile specie e varietà diverse di olive dalle quali sia stato prodotto olio extravergine.

L’attività investigativa nel suo complesso ha permesso di far emergere una consolidata attività illecita di commercializzazione, come olio extravergine di oliva IGP Toscano, di olio in realtà proveniente dalla Puglia e dalla Grecia. In tal modo, gli indagati sono riusciti a lucrare sul maggior prezzo che l’olio toscano di pregio ha rispetto all’olio italiano e comunitario, sia sul mercato nazionale che sui mercati esteri.
Lo stratagemma è stato scoperto anche grazie all’analisi del DNA, come si è detto, e ciò attraverso il confronto dei polimorfismi lungo il genoma. Le indagini, partite dall’esame delle attività di alcuni soggetti che acquistavano olio greco per poi cederlo come olio italiano o addirittura toscano IGP, si sono estese fino a rivelare come lo stesso tipo di frode venisse perpetrato – in forme e in quantità diverse – da una estesa pluralità di soggetti.

L’attività illecita è stata possibile con la connivenza di titolari di frantoi che hanno simulato false moliture e accettato pari quantitativi di olio in nero proveniente dalla regione Puglia, inquinando con queste false partite il prodotto di pregio dell’olio della Toscana. La carenza di produzione di olio nazionale – circostanza verificatasi con particolare intensità nell’annata 2014 – non può giustificare le azioni illegali con le quali si “fabbricano” tonnellate di olio nostrano con false certificazioni e transazioni.

Lo sviluppo di un settore agricolo e agroalimentare così importante per la Toscana e per l’Italia non può prescindere da vigorose azioni di contrasto ai crimini agroalimentari che, realizzando – a vantaggio di pochi soggetti – business illegali, mettono fuori mercato coloro, agricoltori e imprenditori agricoli, che producono olio di qualità e di pregio, come l’autentico olio IGP Toscano. La tutela dell’economia e del territorio nazionali e la rivalutazione dell’olio extravergine di oliva dipendono anche dalla lotta ai contraffattori agroalimentari.

A questo proposito devo comunicare che il 25 marzo 2016 questa Procura, insieme con le Procure di Firenze, Siena e Arezzo, firmerà, in Siena, un protocollo d’intesa in materia di prevenzione e repressione delle frodi agroalimentari, con il Presidente della Regione Toscana e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze. Ci sarà una conferenza stampa a Siena.

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