Glifosato, i ministri Martina e Lorenzin sostengono lo stop all’erbicida più utilizzato al mondo

#StopGlifosato, in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche la credibilità delle istituzioni europee. “Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa. Il Governo italiano con la posizione netta e chiara dei Ministri Martina e Lorenzin dimostra la giusta attenzione per la salute dei consumatori e per la tutela dell’Ambiente” dichiara Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione italiana delle 32 Associazioni unite per lo Stop al glifosato.

Oggi e domani martedì 8 marzo si riunirà a Bruxelles il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari per l’esame del “dossier glifosato” il cui esito potrebbe aprire la strada al rinnovo dell’autorizzazione comunitaria per l’utilizzo in Europa del noto diserbante.

Il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari è chiamato infatti ad esprimere il proprio parere sulla base delle valutazioni presentate dai diversi Istituti ed autorità competenti. Il parere dell‘EFSA è stato contestato, oltre che dallo stesso IARC, da una rilevante parte del mondo scientifico internazionale e dalle Organizzazioni non governative europee impegnate nella difesa dei consumatori e dell’ambiente, perché l’Agenzia europea non avrebbe tenuto in considerazione numerosi studi scientifici pubblicati da riviste internazionali, ma basato la sua valutazione essenzialmente su studi in gran parte mai pubblicati, dati forniti principalmente dalle stesse multinazionali che producono e commercializzano il glifosato.

L’agenzia di stampa che dava notizia del parere negativo dell’Italia in vista della riunione di lunedì e martedì a Bruxelles ha anticipato anche la volontà del Ministro Martina di definire “a prescindere dagli esiti del confronto europeo dei prossimi giorni” una via di uscita italiana dal glifosato entro il 2020 con il “Piano nazionale glifosato zero”

“Implementazione della rete di monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, introduzione di limitazioni al suo impiego nell’ambito dei disciplinari che permettono l’adesione volontaria al sistema di qualità nazionale produzione integrata e definitiva eliminazione del glifosato dai disciplinari di produzione integrata entro l’anno 2020”, sarebbero questi i tre punti essenziali del “Piano nazionale glifosato zero” in corso di elaborazione da parte dei funzionari del Mipaaf. Una prospettiva che però non convince le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato determinate a chiedere al Governo un impegno vincolante per le Regioni ad escludere subito da ogni premio nei bandi PSR 2014 – 2020 (Programmi Sviluppo Rurale regionali) le pratiche agricole che utilizzano il glifosato, come ad esempio per le produzioni con lotta integrata volontaria o nell’agricoltura conservativa con semine su sodo.

“Il nostro obiettivo è che l’autorizzazione a livello europeo non venga concessa ma di fronte ad un eventuale rinnovo sarebbe assurdo concedere finanziamenti pubblici dello sviluppo rurale a quelle aziende che continuano ad utilizzare una sostanza considerata potenzialmente cancerogena per l’uomo e nociva per l’ambiente – commenta Maria Grazia Mammuccini – un contro senso ancora più evidente dopo le dichiarazioni dei nostri Ministri dell’Agricoltura e della Salute”

Per chiedere a livello europeo una verifica della valutazione dell’EFSA sulla pericolosità del glifosato e per un “Piano nazionale glifosato zero” con uno #StopGlifosato subito efficace e vincolante, le 32 Associazioni lanceranno questa mattina dalle ore 10.00 alle 11.00 un Twitter Storm rivolto ai tre Ministri competenti per l’attuazione del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci).

“Ci auguriamo – dice la portavoce del Tavolo delle Associazioni Maria Grazia Mammuccini – che dopo le incoraggianti dichiarazioni dei nostri Ministri contro il rinnovo dell’autorizzazione europea all’uso del glifosato, le azioni del ns. Governo e delle Regioni siano coerenti. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere per quanti anni dovranno ancora convivere con questo pericoloso pesticida, di cui l’Italia è attualmente uno dei maggiori utilizzatori, e se il suo utilizzo sarà premiato o meno con i fondi pubblici della PAC”.

Cos’è il glifosato

Il Glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante maggiormente collegato alle sementi Geneticamente Modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui DNA è stato manipolato da Monsanto per resistere a questo diserbante. Mesnageet al (2014) hanno riportato, in una loro importante pubblicazione scientifica, che le formulazioni commerciali contenenti “glifosato” sono 1.000 volte più tossiche del solo principio attivo, rivelando esserci effetti sinergici tra i coadiuvanti dell’erbicida. In Italia negli ultimi anni l’ISPRA ha raccolto dati sulla presenza di oltre 175 pesticidi nelle acque, superficiali e sotterranee. Tra le sostanze maggiormente trovate ci sono il glifosato e l’AMPA (un metabolita del glifosato stesso). Persone, piante e animali sono oggi esposte in tanti modi al “glifosato” e ai prodotti commerciali che lo contengono. Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato dagli Enti Pubblici per la pulizia dei margini stradali, delle massicciate ferroviarie e dei binari ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica.

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