La diga Gibe III e lo spettro della fame: azione urgente per il presidente Mattarella

Salini Impregilo S.p.A., il gigante italiano delle costruzioni e dell’ingegneria – ha costruito GIBE III, una diga idroelettrica che sta distruggendo i mezzi di sostentamento di circa 500.000 persone tra la bassa valle dell’Omo, in Etiopia, e il lago Turkana del Kenya. Non ha consultato le tribù, né ottenuto il loro consenso.

In Etiopia è in corso un violento accaparramento di terra che sta sfrattando le tribù della bassa Valle dell’Omo dalle terre ancestrali per far spazio a piantagioni industriali di canna da zucchero, palma da olio, jatropha, cotone e mais. Migliaia di persone sono già ridotte alla fame e alla disperazione. L’irrigazione su larga scala delle piantagioni sarà possibile grazie alla costruzione della diga Gibe III, dell’italiana Salini Impregilo. La diga porrà fine alle esondazioni naturali del fiume Omo da cui molte tribù dipendono per le loro coltivazioni e causerà un drammatico abbassamento del livello del lago Turkana, in Kenya, da cui molti altri popoli dipendono per il sostentamento.

Se gli sfratti e la politica di “villagizzazione” – operati dalle autorità etiopi senza il consenso libero, prioritario e informato delle comunità coinvolte – non saranno fermati subito, secondo gli esperti potrebbe scoppiare una grave crisi umanitaria che tra la bassa valle dell’Omo e il Lago Turkana comprometterà la sicurezza alimentare di 500.000 persone rimaste fino ad oggi largamente autosufficienti in uno degli ambienti più ostili e fragili del pianeta.

La situazione sta precipitando rapidamente minacciando anche di intensificare i conflitti nel Corno d’Africa e di distruggere in modo irreversibile due dei territori a maggiore diversità biologica e culturale della Terra, entrambi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nonostante le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani praticate dal governo etiope per ridurre al silenzio il dissenso dei popoli indigeni e della società civile, il programma di villagizzazione e sviluppo prosegue, con il sostegno diretto e/o indiretto delle principali agenzie di cooperazione straniere.

Eppure, solo pochi mesi fa il Primo Ministro Matteo Renzi ha elogiato Salini dichiarando: “Siamo orgogliosi di voi, di quello che fate e di come lo fate”. In questi giorni (dal 13 al 17 marzo 2016) il Presidente della Repubblica Mattarella è in visita ufficiale in Etiopia. Cogli questa preziosa occasione per informarlo e chiedergli di usare la sua influenza per garantire che Salini e il Governo etiope facciano tutto il possibile per scongiurare un’autentica catastrofe umanitaria e ambientale, e per tutelare i diritti dei popoli indigeni della bassa Valle dell’Omo.

Questa settimana, tra il 13 e il 17 marzo, il Presidente della Repubblica Mattarella è in visita in Etiopia. È l’occasione per richiamare la sua attenzione sulle violazioni dei diritti umani in corso nella valle dell’Omo. Mandagli subito una e-mail, basteranno pochi secondi

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