Riforma appalti: nuovo codice, ora si volti pagina nel segno della legalità e trasparenza

Finalmente si potrà chiudere una brutta pagina, lunga quindici anni, segnata troppo spesso da sprechi, corruzione e illegalità. Fino ad oggi con la legge obiettivo sono stati, infatti, buttati decine di miliardi di euro in grandi opere definite strategiche. Legambiente: “ Ora si volti pagina nel segno della legalità e trasparenza investendo in opere davvero utili e prioritarie per il Paese,a partire dal rilancio del trasporto ferroviario e della mobilità sostenibile nelle aree urbane”

La seconda è la scelta di opere realmente utili a risolvere i problemi di mobilità e inquinamento delle città italiane, e quelli di un trasporto merci incentrato sulla gomma con tutte le conseguenze in termini di emissioni, inquinanti e incidenti”, dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Il segno di discontinuità rispetto al passato avviato in questi mesi dal Ministro Delrio con le sue scelte riguardanti le infrastrutture, speriamo porti al centro dell’attenzione le aree urbane, perché è qui che si concentra la maggiore domanda di trasporto ed è qui che si evidenzia il più rilevante ritardo rispetto all’Europa. Solo in questo modo – conclude Zanchini – si potrà rendere il Paese veramente moderno, garantendo ai cittadini una migliore mobilità e qualità della vita. È questo il vero cambiamento di cui l’Italia ha bisogno”

Bene l’approvazione del Codice ma bisogna valorizzare di più le tecnologie.“E’ apprezzabile lo sforzo del Governo di rispettare i tempi europei per il recepimento delle Direttive. Tuttavia, il Codice degli appalti approvato oggi dal Consiglio dei Ministri va ancora rivisto in un’ottica di maggiore semplificazione burocratica e di riduzione degli oneri, per gli operatori economici, principio cardine dell’architettura del nuovo Codice.  Non si comprende, infatti, il mantenimento del soccorso istruttorio a titolo oneroso per le imprese, mentre dovrebbe essere abrogata una simile previsione. Deve essere ripensato il sistema di qualificazione delle imprese sulla base del principio secondo cui chi esegue le prestazioni deve essere adeguatamente specializzato in tali attività, salvaguardando la specificità dei settori speciali”. Lo dichiara Maria Antonietta Portaluri, Direttore Generale ANIE Confindustria che rappresenta 1200 aziende per 410.000 occupati e un fatturato aggregato di 55 miliardi di euro.

“Bene il richiamo alla qualità nel sistema degli appalti sia lato operatori economici sia lato stazioni appaltanti per garantire certezza delle tempistiche di esecuzione anche attraverso l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la rinnovata attenzione verso i criteri di sostenibilità energetica e ambientale. Positivo anche l’impulso che la riforma del sistema appalti darà alle forme di partenariato pubblico privato, uno strumento che può moltiplicare gli effetti economici degli investimenti pubblici e che ci auguriamo venga immediatamente applicato anche per sostenere l’innovazione di quei prodotti di cui le imprese elettroniche ed elettrotecniche che Anie rappresenta sono leader”.

“La riforma viene accolta con spirito propositivamente critico dal settore elettronico e elettrotecnico – continua Maria Antonietta Portaluri – che continuerà a dare il proprio contributo alla riforma del sistema degli appalti pubblici, per garantire l’importanza e la specificità dell’innovazione tecnologica nelle costruzioni e nelle infrastrutture, grazie ad una revisione razionale del sistema SOA (la revisione del sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici). Va meglio, poi, evidenziata la specificità degli appalti nei settori speciali che merita che meritano una disciplina autonoma, tanto in considerazione della committenza, tanto del mercato degli operatori economici che vi operano in settori strategici per il mercato e l’industria”.

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