Stimolare il cervello con magneti aiuta le persone affette da anoressia

Per aiutare le persone affette da anoressia a guarire si fa ricorso a diversi metodi. L’ultimo sperimentato al King’s College di Londra è la stimolazione magnetica transcranica, in cui il cervello viene stimolato con degli speciali magneti, che nella forma assomigliano a delle bobine, applicati in una zona direttamente collegata allo sviluppo della malattia e che si chiama corteccia prefrontale dorsolaterale.

La stimolazione magnetica transcranica, spiega la ricercatrice Jessica McClelland, riduce il bisogno di limitare i cibi, il livello di sazietà si riduce, ci si sente meno grassi e si prendono anche decisioni in maniera più prudente. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plos One e che ha coinvolto 49 persone, alcune delle quali sottoposte a una sessione di stimolazione magnetica transcranica, altre a un placebo, basta già una sessione di trattamento per vedere i primi risultati. Questa tecnica non è invasiva: si sente come una dolce sensazione di picchiettatura sul lato della testa interessato.

L’anoressia nervosa è caratterizzata dal rifiuto di mangiare e di mantenere il peso corporeo nella norma, arrivando al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto per età, sesso e statura. Si ha un’intensa paura di diventare grassi anche se si è in realtà sottopeso, spesso negando la propria magrezza e lamentandosi di essere troppo grassi. La forma e il peso del corpo assumono un’influenza eccessiva sul proprio livello di autostima, condizionando tutta l’esistenza e il comportamento della persona.

I risultati sono promettenti, aprono il campo a uno studio più ampio condotto a livello mondiale, e potrebbero offrire una concreta speranza a chi è colpito dalla malattia: si stima che l’anoressia nervosa colpisca fino a una donna su 25 (il 4%) in alcune fasi della vita, i trattamenti con i farmaci non offrono molte speranze e anche le psicoterapie, come ad esempio quella cognitivo -comportamentale,portano a un recupero solo nel 10-30% dei casi. La mortalità, in compenso, e’ alta: una persona colpita su cinque (il 20%) muore prematuramente per la malattia.

Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare sono nettamente aumentati in particolare nel mondo occidentale, dove l’ideale di magrezza e di linea perfetta è sempre più diffuso (in zone del mondo dove c’è malnutrizione essere grasi è considerata una prova di salute e benessere sociali). Colpisce ogni strato sociale, con una forte prevalenza nel sesso femminile (circa 90%). Insorge generalmente nell’adolescenza, raramente in donne oltre i 40 anni. (in quest’ultimo caso, spesso è presente un evento della vita stressante, in collegamento con l’esordio del disturbo.

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